Cresce l’allarme per la diffusione delle vecchie e nuove droghe, in particolare quelle sintetiche, sempre più accessibili ai giovani. Non si tratta più di un fenomeno marginale o di un’emergenza passeggera, ma di una questione strutturale che riguarda la tenuta sociale delle comunità.
Un tema che l’esperienza da assessora al welfare di Crotone ha reso ancora più urgente, portando fuori dal silenzio il problema attraverso il progetto “Parole che pesano”, nato da un’inchiesta della giornalista Angela De Lorenzo e coordinato dalla stessa. Il percorso ha coinvolto scuole, istituzioni, forze dell’ordine, sanità e comunità terapeutiche, con l’obiettivo di costruire consapevolezza e confronto.
Dal lavoro è emerso un dato preoccupante: si è abbassata l’età del primo contatto con le sostanze, mentre fragilità e dipendenze risultano sempre più complesse e multidisciplinari. Ragazzi giovanissimi arrivano ai servizi già in condizioni critiche. Allo stesso tempo, però, è emersa anche una disponibilità importante da parte di quest’ultimi, che chiedono ascolto, strumenti e occasioni di dialogo.
Da qui la necessità di una strategia stabile, riconoscibile e finanziata, fondata su prevenzione continua, presenza nei luoghi di vita dei ragazzi, rafforzamento dei servizi, educativa di strada e collaborazione tra pubblico e Terzo Settore. È la direzione indicata proprio da “Parole che pesano”, al termine del quale è stato attivato un tavolo tecnico partecipato, capace di rafforzare sinergie e delineare un metodo di lavoro comune.
L’obiettivo, ora, è non interrompere quel percorso, ma trasformarlo in una rete strutturale capace di intervenire prima che il disagio diventi emergenza. In questa prospettiva, diventa strategico formalizzare un accordo tra amministrazioni pubbliche, azienda sanitaria, forze dell’ordine, comunità terapeutiche e realtà sociali specializzate, così da coordinare meglio gli interventi e valorizzare le competenze già presenti sul territorio.
Contrastare droghe e alcol, infatti, non è solo una questione sanitaria o di ordine pubblico, ma una sfida educativa, sociale e politica. Una sfida che richiede serietà, visione e continuità, perché ogni ritardo pesa sulla vita dei ragazzi e sul futuro della comunità.




























