“Il digitale non è più uno spazio separato dalla vita reale, ma ne è diventato una prosecuzione continua. Per questo il web non può essere considerato una terra di nessuno: è un luogo di diritti, ma anche di responsabilità”. La sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro, lancia l’allarme durante il convegno Crimini e criminalità informatica: i rischi del web, organizzato dal Corecom Calabria e dal Digital Lab Law dell’Università Magna Græcia di Catanzaro.
Un appuntamento che ha visto la partecipazione del procuratore Salvatore Curcio e che ha messo in luce l’urgenza di una strategia nazionale contro le minacce digitali.
Una minaccia alla sicurezza nazionale
Secondo Ferro, il cybercrime non colpisce solo i minori, ma “investe l’intero sistema economico e istituzionale del Paese”. Attacchi ai sistemi informativi, furti di dati, violazioni delle infrastrutture critiche: sono solo alcune delle facce di una criminalità “meno visibile, ma estremamente pericolosa e spesso transnazionale”. I numeri del 2025 parlano chiaro: oltre 51mila casi trattati dalla Polizia Postale, 293 arresti e migliaia di indagini aperte. “Una priorità assoluta per il ministero dell’Interno”, sottolinea la sottosegretaria.
Minori nel mirino
Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela dei giovani. “L’adescamento online, il ricatto attraverso immagini intime, il cyberbullismo e l’uso distorto dell’intelligenza artificiale — come i deepfake — colpiscono ragazzi in una fase di naturale fragilità”, avverte Ferro. La rete, infatti, “non dimentica”, e questo entra in conflitto con il diritto dei giovani a crescere, sbagliare e cambiare. La risposta delle istituzioni, però, “non può essere solo repressiva”: la vera sfida è la prevenzione educativa, che “lavora prima, formando coscienze, senso critico e responsabilità”.
Le scuole in prima linea
La Polizia Postale, in questo senso, è già al lavoro: oltre 4mila istituti e circa 400mila tra studenti, docenti e genitori hanno partecipato a iniziative di prevenzione. Un impegno che si affianca al Premio “Lucia Abiuso”, dedicato al cybercrime e alla legalità digitale. “Non è solo un’iniziativa culturale, ma una scelta di campo”, spiega Ferro. “Serve contrastare una narrazione tossica che normalizza violenza e illegalità, proponendo modelli alternativi fondati su rispetto e consapevolezza”.
Violenza giovanile e armi da taglio
La sottosegretaria ha toccato anche il tema della violenza tra i giovani, ricordando le “recenti tragedie” e annunciando nuovi strumenti per contrastare la diffusione delle armi da taglio tra i minori. “Il governo è al lavoro, affiancando misure di prevenzione già avviate, come il Decreto Caivano”, ha detto.
“Serve una grande alleanza educativa”, ha concluso Ferro. “Dobbiamo aiutare i ragazzi a capire che dietro ogni profilo c’è una persona reale. La libertà non è fare tutto ciò che si vuole, ma avere la forza di scegliere ciò che è giusto”.






























