Alla luce delle gravi ipotesi di revisionismo legislativo contenute nel disegno di legge Pillon, Cgil scende in Piazza Prefettura, per dire no alla mediazione obbligatoria a pagamento, all’imposizione di tempi paritari e alla doppia domiciliazione e residenza dei minori, al mantenimento diretto, al piano genitoriale e all’introduzione del concetto di alienazione parentale.
“In pratica – afferma Mimma Pacifici, responsabile delle Politiche di Genere della Cgil Calabria – come donne, come sindacaliste, come cittadine ci rifiutiamo di accettare la formula della mediazione obbligatoria disincentivante per i suoi alti costi e di vedere i figli diventare degli ostaggi a causa dello scellerato piano genitoriale con doppio domicilio. In più desideriamo dare un segnale forte contro il pericolo di modifica della legge sull’aborto”.
“Il piano del Governo – closa nota – è chiaramente contro le donne, solitamente la parte più fragile economicamente all’interno della coppia e anche la più vessata in caso di violenze domestiche; ma anche sfavorevole alla prole rendendo impossibile per le vittime di maltrattamenti, che siano genitore o figlio, fuggire dal luogo in cui si è verificata la violenza per trovare protezione e sicurezza”.




























