”Una situazione gravissima che dimostra come il regime dittatoriale egiziano, appoggiato dall’America e dai paesi occidentali, violi continuamente i sacri principi della democrazia e della liberta’ di espressione”. A denunciarlo, in una nota, Michelangelo Tripodi, segretario regionale del PdCI Calabria, riferendosi alla questione delle delegazioni umanitarie che, da tre giorni, sono bloccate nella capitale egiziana dalla polizia nei rispettivi alberghi e a cui si impedisce di raggiungere – si legge in una nota – la striscia di Gaza. La manifestazione umanitaria, denominata ‘Gaza Freedom March’ ed organizzata dall’ Associazione americana Code Pink, riunisce oltre 1500 persone provenienti da diversi Paesi.
Pacifisti, tra i quali volti noti della politica, cultura e dello spettacolo, che hanno scelto di trascorrere le loro vacanze natalizie per dare una testimonianza di pace e di solidarieta’ al popolo palestinese. ”Della delegazione italiana – ricorda Tripodi – fa parte anche Enzo Infantino, componente della segreteria regionale e della direzione nazionale del PdCI, dal quale ci arrivano in continuazione messaggi inquietanti. Ai manifestanti non solo viene impedito di raggiungere la Striscia di Gaza, ma persino di raggiungere le rispettive ambasciate. Sono praticamente bloccati sotto la minaccia armata della polizia egiziana”. ”Quello che sta succedendo – prosegue Tripodi – e’ quindi di una gravita’ assoluta e dimostra qualora ce ne fosse bisogno l’arroganza, la prepotenza e la crudelta’ del regime dittatoriale del ‘faraone’ Mubarak che regna incontrastato da anni e ed anni in Egitto”. ”Esprimiamo una ferma condanna, continua Tripodi, per l’atteggiamento del Governo egiziano che, ancora una volta, conferma di essere succube degli interessi israeliani, e chiediamo un forte intervento da parte del Governo Italiano e del Ministero degli Esteri affinche’ rivolgano un’energica protesta per quanto sta accadendo Al Cairo, chiedendo spiegazioni al Governo Egiziano e assumendo tutte le misure necessarie per garantire la possibilita’ di esercitare pienamente tutti i diritti democratici e di liberta’ da parte di tutti compenti delle delegazioni umanitarie”.































