Depuratori senza manutenzione e scarichi “allegri”, Corte dei Conti contesta danno erariale

in Cronacaprovincia di Catanzaro
play-sharp-fill
00:00 00:00

La Procura regionale della Corte dei Conti della Calabria ha notificato a nove soggetti, tra persone fisiche e giuridiche, e tra cui tre funzionari dei comuni di Montepaone e San Pietro Apostolo, nel catanzarese, un invito a dedurre contestandogli un presunto danno erariale causato alle casse pubbliche stimato in circa 600 mila euro. Le indagini sono state delegate agli investigatori del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza del capoluogo di regione, che hanno ricostruito in maniera dettagliata l’intera vicenda amministrativa e gestionale.

Il sistema sugli impianti

Dagli accertamenti sarebbe emerso quello che viene definito dai militari come un articolato meccanismo ideato da un gruppo imprenditoriale che sarebbe riuscito ad ottenere in modo sistematico l’aggiudicazione di appalti per la gestione dei depuratori comunali e consortili, applicando ribassi d’asta elevatissimi, in alcuni casi persino superiori al 50 percento.

Sconti che – sempre secondo gli inquirenti – sarebbero stati possibili grazie ai risparmi garantiti da una continua elusione delle norme ambientali e da un preordinato abbattimento dei costi necessari per far funzionare correttamente e curare gli stessi impianti.

Il degrado ed i rischi 

I finanzieri, che hanno acquisito e analizzato numerosi documenti sul caso, sostengono che vi siano state delle gravi irregolarità nello smaltimento dei fanghi di depurazione, dei rifiuti generati dalla pulizia delle acque di scarico e dei liquami delle fosse settiche.

A questo si si sarebbe aggiunto un costante rinvio degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il tutto avrebbe così provocato un forte degrado funzionale con frequenti sversamenti di acque non trattate, causando un danno diretto all’interesse pubblico, alla tutela degli ecosistemi idrici e finanche alla salute della popolazione.

I prossimi passi 

L’attività è stata coordinata dal Pubblico Ministero Costantino Nassis, con il supporto dei militari della Guardia di Finanza. I presunti responsabili avranno adesso 45 giorni di tempo dalla notifica per presentare le proprie deduzioni e produrre eventuale documentazione difensiva.

Le fasi successive del procedimento serviranno a definire con precisione le singole responsabilità e le eventuali conseguenze sul piano giuridico per tutti i soggetti coinvolti nella vicenda.

CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.