C’è una lingua che non si studia sui libri, ma nasce in casa, tra gli affetti e le ferite: è il dialetto. A Catanzaro è identità e memoria, e torna protagonista mercoledì 4 febbraio alle 20.45 al Cinema Teatro Comunale con l’inaugurazione di “Nel segno di Gemelli – Secondo Atto” e la commedia ’A vucca è na ricchizza di Nino Gemelli.
Scritta alla fine degli anni Settanta, racconta la storia di Anna, sedici anni, incinta, circondata da una famiglia confusa, da una società che giudica in fretta e da un prete più istituzione che ascolto, mentre la famiglia Pensabene incarna con il nome stesso vizi e contraddizioni di un intero ambiente. In questo coro spicca don Bobò, che sceglie l’accoglienza invece della condanna e restituisce dignità al dolore.
“Il dialetto catanzarese – spiega il direttore artistico Francesco Passafaro – non è folklore, ma strumento narrativo: nel dialetto le parole pesano di più, arrivano senza filtri, ’a vucca diventa davvero na ricchizza perché nominare le cose con la loro voce autentica significa ridare valore alle persone e alle storie”.
Si ride e si sorride, ma soprattutto si riflette su morale e ipocrisia, amore e controllo, ascolto e giudizio. “Nel segno di Gemelli” diventa così una dichiarazione d’amore per Catanzaro e per la sua lingua, in un tempo in cui il dialetto, sul palco, ci ricorda chi siamo e perché vale ancora la pena ascoltare.






























