E’ operativa nella provincia di Reggio Calabria un’associazione che promuove attività di difesa e tutela dei diritti delle donne del Mediterraneo con l’obiettivo di combattere le varie forme d’annichilimento e distruzione della dignita’ femminile. Si tratta di “Ladyterranea” che si prefigge – si legge in una nota – ” di lottare contro le violenze private, i maltrattamenti, gli abusi, le violazioni dei diritti umani, il diniego della facolta’ di scelta e d’espressione a sostegno del diritto di autodeterminazione nei Paesi in cui le donne non hanno voce, sono invisibili e sono ancora vittime di barbarie disumane come lo sfruttamento della prostituzione minorile e la pratica dell’infibulazione, frutto di tradizioni tribali”. Ladyterranea si propone altresi’ l’obiettivo di aiutare “le donne prigioniere in Stati in cui i reati politici, di opinione e di religione sfociano in punizioni inumane e degradanti come, ad esempio, la pena di morte”. A tal proposito vengono ricordate le vicende di Sakineh e quella, meno conosciuta, di Aasia Bibi, vittima del suo essere cristiana”. Le neonata associazione si chiede: “Quante altre donne dovranno ancora morire prima che l’opinione pubblica si svegli dal cinismo e dall’indifferenza, figli di questa societa’ altamente consumista ?”. Ed aggiunge: “Non e’ piu’ giustificabile un atteggiamento di mera tolleranza, un disinteresse da parte dello Stato, in nome dell’autonomia culturale e comunitaria. E’ con queste finalita’ che Ladyterranea scende in campo e invita le istituzioni e i cittadini a partecipare alla creazione di una rete di comunicazione e cooperazione culturale, sociale e commerciale che guardi ai Paesi del Mediterraneo.
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