Il 10 agosto scorso un grave incidente in moto, nel Cosentino, ha rischiato di trasformarsi in una immane tragedia. Un ragazzo di 30 anni è giunto al Pronto Soccorso dell’Ospedale Annunziata del capoluogo bruzio, in condizioni disperate, con diversi traumi e la vita appesa a un filo. Ma l’umanità, la prontezza e la straordinaria perizia della squadra medica del nosocomio bruzio hanno tracciato la strada per un’impresa al limite del miracolo. Il tempo di scendere dall’ambulanza e la macchina dei soccorsi si è attivata con precisione e velocità impeccabili.

La prontezza dell’Intensiva
A raccontare i fatti lo stesso paziente che insieme alla sua famiglia ha voluto rendere merito alla perizia dei medici e del personale dell’ospedale cosentino.
Il 30enne, appena giunto al Po, è stato immediatamente preso in cura dalla dottoressa Maria Francesca Bianco e dalla collega Maria Patanè, dell’Unità Operativa Complessa di Terapia Intensiva e Anestesiologia.
La loro tempestività e lucidità professionale hanno permesso di stabilizzarlo prima del precipitoso ingresso in sala operatoria. Lì è iniziata una maratona chirurgica di altissima scuola.
Dopo un primo delicato intervento eseguito dal dottor Gaetano Gentile, le ore hanno iniziato a scorrere cariche di tensione mentre una squadra di professionisti d’eccezione lottava per salvarlo.
L’assistenza e la cura umana
A firmare il passaggio decisivo sono stati il dottor Vincenzo Molinari e il professor Matteo Orrico, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare dell’Azienda Ospedaliera.
Con coraggio e talento d’eccezione, i medici hanno condotto un’operazione vascolare complessa durata oltre sei ore. L’intervento, dal risultato incerto, si è rivelato del tutto risolutivo per tenere in vita il paziente: “i successivi 40 giorni di ricovero sono stati un vero capolavoro di abnegazione quotidiana da parte di tutto lo staff”.
Il paziente ha sottolineato come l’intero reparto, sotto la guida del professor Andrea Bruni, ha offerto un’assistenza esemplare. Dai dirigenti medici come la dottoressa Carolina Biscardi, la dottoressa Orlanda Cava, la dottoressa Giovanna Capilupi, la dottoressa Bonaccorsi e la dottoressa Maria Francesca Bianco, fino a ogni singolo medico, paramedico e operatore del personale di Terapia Intensiva e Anestesiologia, ognuno si è preso cura del ragazzo.
Successivamente, il testimone è passato al dottor Paolo Piro, dirigente medico specializzato in Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, che ha mostrato straordinaria empatia.

Verso la nuova guarigione
Da qualche giorno il 30enne ha finalmente lasciato l’Ospedale dell’Annunziata per essere trasferito in un’altra struttura fuori regione, dove proseguirà il lungo percorso di cura.
Certo, la strada è ancora lunga e richiederà tempo, tanta pazienza e ulteriori interventi per rimettersi completamente in sesto. Ma se oggi questo giovane può guardare avanti e riabbracciare il domani, lo deve “alla forza del buon fato e alla grandezza di questi medici e operatori straordinari, simbolo di un’eccellenza autentica fatta di competenza e cuore”.






























