La tutela dell’ambiente si trasforma in un cammino collettivo che mira a riscoprire e proteggere uno dei tesori più delicati della costa ionica in Calabria. L’incontro organizzato da Italia Nostra presso il Valentino Beach Club di Catanzaro Lido ha segnato un momento cruciale, presentando il piano di recupero della flora e della vegetazione all’interno della Riserva naturale regionale delle Dune di Giovino. L’appuntamento ha visto una grande partecipazione di istituzioni, accademici, associazioni e cittadini desiderosi di approfondire le azioni che trasformeranno l’area nei mesi a venire.

Un progetto per le Dune di Giovino: come salvare e valorizzare un tesoro naturale
Un piano integrato per l’ecosistema
Il programma di riqualificazione, che ha preso il via lo scorso febbraio e si svilupperà nell’arco di un anno grazie al sostegno finanziario della Regione Calabria tramite i fondi europei, si basa su interventi strutturati per rigenerare l’ambiente naturale.
Il fulcro delle attività prevede la coltivazione in serra di varietà botaniche autoctone, destinate a essere successivamente messe a dimora nella riserva per consolidare il terreno e ridare equilibrio al paesaggio.
Parallelamente, si interverrà per delimitare i punti più vulnerabili, organizzare i flussi di visitatori con percorsi dedicati e posizionare pannelli informativi, affiancando alle opere strutturali laboratori didattici e campagne di sensibilizzazione per le scuole.
La sinergia tra istituzioni e territorio
Il valore dell’iniziativa risiede nella stretta cooperazione tra i diversi attori coinvolti, come sottolineato dai rappresentanti nazionali di Italia Nostra, Angelo Malatacca e Carlo De Giacomo, che vedono nel progetto un modello virtuoso di collaborazione scientifica e civile per la salvaguardia del paesaggio italiano.
La presidente della sezione locale, Elena Bova, ha ricordato la costanza del lavoro associativo sul territorio, mentre i dirigenti regionali e comunali, Giovanni Aramini e Andrea Adelchi Ottaviano, hanno rimarcato l’importanza dei fondi programmatici e del ruolo amministrativo nella gestione dell’area protetta.
L’assessore Irene Colosimo ha inoltre annunciato nuovi stanziamenti regionali per i sentieri, e la vicesindaca Giusy Iemma ha definito la riserva una risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile della città.

Scienza e ricerca al servizio delle dune
L’approfondimento tecnico ha messo in luce la complessità scientifica che guida il restauro ambientale, a partire dalle relazioni di Viola D’Ettore e Krizia Ciangola sulla filosofia di condivisione alla base del piano.
L’architetta Erika Fammartino e il botanico Giuseppe Caruso hanno illustrato le metodologie di rinaturalizzazione, spiegando come la vegetazione originaria sia l’elemento cardine per stabilizzare la struttura delle dune e garantirne la sopravvivenza.
Gli aspetti legati alla conformazione del suolo e alla fauna sono stati invece curati dal geologo Fabio Procopio e dalla naturalista Barbara Santostefano, i quali hanno evidenziato i benefici che il ripristino della flora eserciterà sulla biodiversità complessiva.
Memoria, inclusione e scoperta sul campo
La serra destinata alla riproduzione delle piante native sarà intitolata all’agronomo Franco Santopolo, un tributo per celebrare il suo storico impegno scientifico e la sua passione verso la natura calabrese.
Durante l’evento sono stati espressi ringraziamenti all’Associazione Zarapoti, al Valentino Beach Club e all’Associazione Dune Aps guidata dal presidente Mendicino per la costante opera di valorizzazione.
La giornata si è conclusa con una passeggiata didattica tra le dune, offrendo ai presenti la possibilità di osservare da vicino le peculiarità dell’habitat insieme agli specialisti del settore.




























