Delle ronde notturne come strumento di sostegno e di vicinanza ai colleghi. È quanto ha deliberato l’Ordine dei Medici di Reggio Calabria dopo l’aggressione di una giovane dottoressa avvenuta lunedì scorso a Cittanova. Un episodio grave, l’ennesimo, che ha spunto il Consiglio, riunitosi ieri sera sotto la presidenza del dottor Pasquale Veneziano, ad assumere una serie di iniziative immediate a tutela dei medici impegnati sul territorio, in particolare nelle postazioni di continuità assistenziale, ovvero le ex guardie mediche.
Le azioni programmate
Durante la riunione, a cui hanno preso parte tutti i componenti dell’Esecutivo e del Direttivo, è stata condivisa la decisione di avviare una presenza costante, ma non programmata, da parte di rappresentanti dell’Ordine presso le sedi di guardia medica, soprattutto di notte.
Si tratterà di sopralluoghi e visite improvvise, concepite come segnale concreto di vicinanza a quanti operano in condizioni spesso difficili e in contesti territoriali periferici.
“È un’iniziativa simbolica ma anche pratica – ha spiegato il presidente Veneziano -. Vogliamo far sentire i nostri colleghi meno soli, soprattutto in un momento in cui la sicurezza del personale sanitario è messa a dura prova. Non possiamo sostituirci alle istituzioni competenti, ma vogliamo evidenziare la loro assenza e la necessità di interventi urgenti e strutturali”.

L’attacco al sistema
Il dottor Marco Tescione, segretario dell’Ordine, ha aggiunto che “non si tratta solo di reagire a un singolo episodio, ma di riaffermare con forza che la tutela di chi cura deve essere una priorità assoluta. Ogni aggressione contro un medico è un attacco all’intero sistema sanitario e alla comunità che esso serve. Serve un impegno corale, non più rinviabile, per garantire ambienti di lavoro sicuri e rispettosi”.
L’Ordine sottolinea che l’iniziativa non intende porsi in polemica con alcuna istituzione, ma che rappresenta una presa di posizione ferma “davanti a una situazione ormai divenuta insostenibile”.
Nei mesi scorsi, infatti, lo stesso Ordine aveva già promosso sopralluoghi ufficiali nelle Guardie Mediche e avanzato proposte operative all’Azienda Sanitaria Provinciale per il potenziamento delle misure di sicurezza.
A difesa della dignità
“Questa decisione nasce dalla volontà di difendere la dignità e la serenità del lavoro medico – ha concluso il presidente Veneziano -. I colleghi che operano nei presidi periferici devono sapere che l’Ordine è accanto a loro, pronto a vigilare e a farsi portavoce delle loro esigenze”.
Con questa iniziativa, l’Ordine dei Medici di Reggio Calabria ribadisce il proprio impegno nel difendere la professione e la sicurezza degli operatori sanitari, richiamando al tempo stesso le istituzioni competenti a garantire, con misure concrete, la tutela di chi ogni giorno assicura l’assistenza sanitaria ai cittadini.






























