Sotto il sole di Catanzaro, una storia di ingegno proibito che arriva al termine. Tutto inizia in un autosalone, dove una fiammante Ferrari F355 Gts cattura gli sguardi dei passanti e del popolo del web. Sembrava il gioiello di Maranello, nato dal genio di Pininfarina, ma sotto la pelle batteva il cuore di una Toyota. I finanzieri del Comando Provinciale hanno scoperto l’inganno, svelando un minuzioso lavoro di trasformazione che aveva cambiato i connotati alla vettura giapponese.

L’illusione di Maranello
La metamorfosi era quasi perfetta. Ogni dettaglio, dai cerchi al volante, passando per il cofano e i battitacco, era stato sostituito per ricalcare il design della sportiva prodotta negli anni novanta.
Persino i loghi e gli stemmi del Cavallino rampante erano stati applicati con precisione chirurgica per trarre in inganno i potenziali acquirenti.
Un vero e proprio falso d’autore messo in vendita senza un prezzo esposto, quasi a voler sottolineare l’esclusività di un pezzo che, in realtà, non sarebbe mai dovuto esistere.
Lo smontaggio tecnico
La parola fine è arrivata con un provvedimento del Tribunale. I finanzieri, insieme agli esperti di casa Ferrari, hanno proceduto allo smontaggio dei pezzi contraffatti. Un’operazione necessaria per eliminare l’offesa al marchio e ripristinare la legalità.
Le parti non originali, destinate alla distruzione, sono state separate dalla struttura portante, rendendo l’auto irriconoscibile rispetto al sogno proibito che appariva nelle foto pubblicitarie online.

La giustizia e i diritti
Mentre i componenti finiscono al macero, la vicenda giudiziaria prosegue il suo iter. Il proprietario, denunciato alla Procura della Repubblica, è stato rinviato a giudizio per contraffazione.
La Toyota originale, invece, verrà riconsegnata spogliata di quella bellezza rubata che l’aveva resa, per poco tempo, una regina delle strade calabresi.




























