Festival delle Migrazioni: Cutro, una ferita ancora aperta

in Attualitàprovincia di Cosenza
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Il Festival delle Migrazioni 2026 ha fatto tappa a Cerzeto per riflettere sulla tragedia del caicco Summer Love a Steccato di Cutro, avvenuta il ventisei febbraio duemilaventitre e costata la vita ad almeno novantaquattro persone. L’incontro “Cutro, una ferita aperta”, svoltosi in Piazza Risorgimento all’interno della quindicesima edizione della rassegna dal tema “Resistenza. ArMiamoci”, ha riunito cittadini, soccorritori e giornalisti.
L’evento si è aperto con gli interventi del sindaco Silvio Cascardo e della coordinatrice del progetto Sai Maria Ida Barbuto, i quali hanno ricordato l’impegno profuso dalla comunità locale nell’accoglienza dei superstiti e nella creazione di un monumento dedicato alle vittime.
> Angelo Resta

Il dibattito e le testimonianze dei relatori

A introdurre e moderare la discussione è stato il giornalista e ricercatore Francesco Donnici, che ha rimarcato l’importanza di non dimenticare l’accaduto fino al completo accertamento della verità. Il direttore de Il Crotonese Giuseppe Pipita si è soffermato sul procedimento giudiziario in corso e sulle responsabilità istituzionali tra Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto, spiegando la genesi della sua mostra fotografica “I sogni attraversano il mare”.
Il giornalista Bruno Palermo ha poi analizzato l’evoluzione delle politiche di soccorso, ponendo l’accento sulla cultura dell’accoglienza che storicamente caratterizza la regione Calabria.

La dimensione cinematografica e sociale è stata affrontata dal regista Angelo Resta, autore del docufilm “Cutro 94…and more”, mentre Giacomo Donadio dell’associazione Carovane Migranti ha portato la voce delle famiglie delle vittime. A chiudere il confronto è stato Vittorio Alessandro, già Ammiraglio della Guardia Costiera, con una riflessione sul valore del confine marittimo e sul dovere primario del salvataggio in mare.

Il docufilm, la mostra e il concerto finale

La serata è proseguita con la proiezione dell’opera di Angelo Resta, che ha ripercorso le ore successive al naufragio e la forte mobilitazione della popolazione locale. Al termine della visione sono seguite le considerazioni di Ghada Shihadeh sulle vittime più giovani dei conflitti e un ulteriore intervento di Maria Ida Barbuto in merito alle politiche migratorie nazionali.
Prima di concludere l’appuntamento, i partecipanti hanno visitato l’esposizione di Giuseppe Pipita, per poi trasferirsi in Piazza Santi Pietro e Paolo dove si è tenuto il concerto del cantante Danilo Sacco. Il percorso del festival riprenderà nei prossimi giorni nel comune di Bisignano.
CN24TV
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