Si sono concludi in questi giorni gli interrogatori di garanzia dei convolti in una indagine che secondo al Guardia Costiera avrebbe fatto luce su un presunto meccanismo “allegro” nel settore dell’istruzione dei marittimi. Sotto la lente è finito un centro di formazione di Palmi, che per gli investigatori avrebbe commesso delle irregolarità nell’erogazione di corsi obbligatori per il personale di bordo. Un problema non di poco conto, che solleva dubbi sull’effettiva preparazione di chi dovrebbe garantire la navigazione in tutta sicurezza.

L’attività investigativa
L’attività investigativa è stata condotta dai militari di Gioia Tauro e coordinata dalla Procura di Palmi. Tutto è partito da dei controlli amministrativi di routine, durante i quali sarebbero emerse delle anomalie che hanno spinto ad approfondire gli accertamenti.
I corsi oggetto di verifica sono infatti fondamentali per chi lavora in mare, poiché la normativa nazionale e internazionale impone frequenze rigorose per assicurare competenze nella gestione delle emergenze e nella salvaguardia della vita umana.
Le intercettazioni video
Per fare piena luce sul presunto meccanismo, gli investigatori si sono avvalsi di settimane di registrazioni e intercettazioni video. Dalle immagini e dai riscontri documentali sarebbe emerso così un quadro caratterizzato da lezioni che non sarebbero mai state effettuate e da assenze diffuse sia tra gli istruttori che tra i corsisti.
Nonostante il mancato svolgimento delle attività teoriche e pratiche, il centro avrebbe però rilasciato regolarmente gli attestati necessari all’imbarco, certificando qualifiche professionali mai realmente acquisite sul campo.

I docenti sotto la lente
In totale sono quindi diciannove i docenti denunciati all’Autorità Giudiziaria. Le posizioni emerse nell’inchiesta presentano contorni differenti.
Alcuni di loro avrebbero consapevolmente accettato di risultare presenti nei registri ufficiali mentre si trovavano altrove. Altri, invece, figuravano nella documentazione della scuola a loro insaputa, con i propri nominativi inseriti nei registri senza che ne fossero stati informati.




























