Un nuovo successo arricchisce il percorso del compositore calabrese Franco Eco, che il venti nove agosto ha ricevuto il Premio Musa della Critica Cinemusicale nell’ambito del Festival Mercurio d’Argento a Massa. Il riconoscimento è stato assegnato per la colonna sonora del documentario Hadar – Il frutto di Dio, diretto da Luca Brignone, prodotto da Agostino Saccà e Mirco Da Lio per Pepito Produzioni con il sostegno della Calabria Film Commission. L’opera si è aggiudicata il titolo nella categoria riservata al miglior commento musicale per documentari, una delle sezioni principali dell’edizione duemilaventisei.
Una giuria d’eccellenza
A valutare le opere in concorso è stata una giuria di alto profilo guidata da Marco Testoni e Massimo Privitera, affiancati da critici e giornalisti di settore come Paolo Nizza, Giuseppe Ceccato, Renato Marengo, Alessandro Boschi, Riccardo Giagni, Alessandro De Rosa, Federico De Feo, Matteo Marino e Alberto Bazzurro, insieme agli esperti internazionali Jon Mansell, Jonathan Broxton e Gorka Oteiza.
Le musiche composte da Franco Eco accompagnano un viaggio narrativo che unisce Calabria, New York, Tel Aviv e Gerusalemme, raccontando il legame tra la comunità ebraica e quella locale attraverso il rito del cedro della Riviera dei Cedri durante la festa di Sukkot.
Il suono e la memoria
Nel commentare l’assegnazione del premio, Franco Eco ha evidenziato come le composizioni mettano in dialogo due tradizioni mediterranee che si ricongiungono nel rito e nella terra. Secondo l’autore la musica non si limita ad accompagnare le immagini, ma lascia risuonare la memoria profonda delle due comunità, sottolineando come il suono riesca ad arrivare prima della parola e a persistere oltre essa.
La paleoantropologia
A margine della premiazione, Franco Eco ha illustrato la prima tappa di un progetto di studio dedicato alla paleoantropologia musicale nell’ambito di una masterclass incentrata sul percorso che va dal flauto neandertaliano di Divje Babe all’intelligenza artificiale moderna.
L’ipotesi scientifica alla base della ricerca suggerisce che la musica e la strutturazione del suono abbiano contribuito allo sviluppo del pensiero simbolico già prima della comparsa di Homo sapiens. Questo riconoscimento premia dunque un approccio artistico che considera la composizione come uno strumento di indagine e conoscenza sui processi cognitivi umani.




























