L’Italia costiera si trova ad affrontare le gravi conseguenze dei cambiamenti climatici. Dal 2010 al 2026 i comuni colpiti da maltempo intenso sono saliti a 308, pari al 48% dei territori litoranei, registrando oltre mille eventi estremi. Tra le manifestazioni più frequenti figurano allagamenti per piogge intense, trombe d’aria e mareggiate. Negli ultimi cinque anni si è evidenziata una fortissima impennata proprio delle mareggiate e delle raffiche di vento. Il fenomeno dell’erosione costiera si sta aggravando a causa dell’innalzamento delle temperature e degli eventi violenti, lasciando molte zone esposte al rischio di degrado.

La mappa delle regioni
Come evidenziato dal Report Spiagge di Legambiente e dall’Osservatorio Città Clima, il Sud Italia risulta la zona maggiormente esposta del Paese, con Sicilia, Puglia e Calabria in cima alla classifica per numero di episodi censiti.
Nella nostra regione, in particolare, si contano 104 eventi estremi negli ultimi sedici anni, con i centri abitati di Lamezia Terme e Reggio Calabria particolarmente colpiti da piogge battenti e danni alle strutture.
L’associazione ambientalista sottolinea come la Calabria registri oltre tre quinti di costa bassa minacciata dalla perdita di sabbia e dal costante arretramento della battigia, rendendo indispensabile un’azione di difesa immediata.

Le richieste al Governo
Di fronte a tale quadro, Legambiente sollecita la definizione rapida di un piano nazionale per l’adattamento specifico delle coste, sul modello di quanto già fatto da altri paesi europei come Spagna, Inghilterra e Belgio.
L’associazione propone una gestione sostenibile con interventi di rinaturalizzazione, la ricostituzione delle dune e il blocco del consumo di suolo.
Su questi punti si concentra il messaggio dell’organizzazione: “I dati che abbiamo raccolto dimostrano l’urgenza di attuare piani di adattamento e strumenti di governance che riducano il rischio per le persone e le infrastrutture”.

Il nodo delle concessioni
Un altro capitolo fondamentale riguarda la gestione del demanio e la direttiva europea sulle concessioni balneari. Legambiente sollecita il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ad accelerare le linee guida per i bandi di gara, criticando la scelta del Governo Meloni di prorogare le scadenze.
La presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, ha ricordato poi che “la gestione del demanio marittimo deve avvenire attraverso procedure di evidenza pubblica trasparenti, capaci di premiare la sostenibilità ambientale e la tutela del paesaggio”. La protezione della posidonia resta un punto fermo contro l’erosione.




























