E’ dal 30 marzo scorso, cioè dal giorno in cui una valanga di voti pose fine alla vergognosa e distruttiva pagina amministrativa targata Laruffa, che il gruppo Polistena nel “Quore”, composto dai consiglieri reduci Baglio, Giancotta, Iannello, Laruffa, con la new entry di Sanò, non intende accettare il responso democratico delle urne. E’ questa la peggiore forma di intolleranza e di rifiuto della democrazia, che supera ogni sterile tentativo di bollare come autoritaria, una delle più innovative e giovani esperienze al governo della cosa pubblica in Calabria ed in Italia. Il cambiamento brucia! E brucia soprattutto a coloro che per anni hanno coltivato interessi occulti e palesi al cospetto del Comune. Oggi il Comune è divenuto la casa di tutti i cittadini, finalmente si amministra secondo legalità e giustizia, e si amministra soprattutto non per favorire l’amico o il parente di turno, ma per soddisfare esclusivamente gli interessi di una comunità che comincia a percepire le grandi trasformazioni in atto. Sull’orlo di una crisi di nervi, invece, il gruppo Polistena nel “Quore”, con una c.d. conferenza stampa tenuta davanti ad una platea di pochi intimi ed irriducibili sostenitori, ha inscenato un ulteriore approfondimento di odio e accanimento contro il Sindaco Michele Tripodi e tutta l’Amministrazione, ma anche una dimostrazione di viltà, elevata alla massima potenza vista l’assenza collettiva di esponenti del PdCI e della maggioranza comunale. Ma cosa ha scatenato la “furia” cieca ed immorale dei paladini di Polistena nel “Quore”, che lanciano sfide e duelli ma che poi quando c’è l’occasione per confrontarsi, se la danno a gambe all’aria? Forse ha bruciato l’assemblea aperta a tutti (e non una conferenza stampa aperta solo agli organizzatori) tenuta in Piazza della Repubblica dalla Giunta Comunale, mai avvenuta prima d’ora, alla quale tutti avrebbero potuto partecipare (anche l’opposizione) che ha esaltato e valorizzato il ruolo di ogni componente l’Amministrazione, continuamente offeso e calunniato perché, a dire di costoro, colpevole di essere troppo giovane. Ma domandiamoci dove saremmo andati a finire se vecchi marpioni avessero rimesso le mani sul Comune, e soprattutto in quale baratro profondo sarebbe precipitata Polistena. Brucia che tra qualche giorno dovranno smontare qualche gazebo, affittato al “costosissimo” canone di Euro 168,00 all’anno? O forse saranno stati i numeri dell’Estate Culturale, 93mila Euro di fondi di bilancio spesi dalla nuova Amministrazione, contro i 134mila spesi l’anno scorso da lor signori? Oppure sarà stato il Piano del traffico, che ha finalmente risolto il problema della viabilità a Polistena a costi zero per i cittadini, dopo che la passata Amministrazione aveva speso ben 22mila Euro per una consulenza servita a nulla? Sarà stata la raccolta differenziata ripristinata, dopo che costoro hanno lasciato con Piana Ambiente un debito di 194mila Euro, e che la nuova Amministrazione è riuscita a cancellare? Saranno stati tutti i lavori pubblici riprogrammati, compresi il rifacimento della facciata di Palazzo Andriello, la riapertura del mattatoio, la realizzazione del campo sportivo in erba sintetica nell’ambito del progetto di parco Juvenilia, la ristrutturazione del mercato coperto, la bitumazione di molte strade nelle campagne, abbandonati in questi ultimi anni? Forse sarà stata la nuova stagione di politiche sociali avviata dal Comune? Nel campo sociale la Giunta ha deciso di fare un investimento serio che punta molto sulla qualità dei servizi ai più bisognosi, ed al contempo a creare posti di lavoro con regolare contratto agli operatori impegnati, molti dei quali negli anni scorsi sono stati sottopagati ed in alcune circostanze truffati da qualche associazione. Certamente, tante cose bruciano, ed è forse per questo che neanche il tempo ha riservato comprensione, ma solo tanta acqua e pioggia, alla festa di Polistena nel “Quore”, e rinfrescare così i bollenti spiriti di qualcuno. Ed infatti la bassezza del livello in cui costoro non hanno esitato a scendere anche durante l’ultima conferenza stampa, merita solo sdegno e riprovazione. Al Primo Cittadino Michele Tripodi, porgiamo gli auguri per il suo matrimonio, ed a tutta l’Amministrazione Comunale testimoniamo la nostra vicinanza, esortandola a proseguire a testa alta lungo la strada avviata, nel rispetto del programma e degli impegni assunti con gli elettori. Al gruppo Polistena nel “Quore” non rimane che prendere atto delle scelte azzeccate che la nuova Amministrazione sta portando avanti, come l’installazione delle fioriere su via Trieste che di fatto non hanno modificato la segnaletica pre-esistente, ma che in realtà consentono di riscoprire e gustare il valore artistico ed urbanistico della via principale di Polistena, oltre che far rispettare quelle regole prima sistematicamente violate e calpestate da molti utenti con la complicità di qualche commerciante. La Repubblica delle banane è finita, RASSEGNATEVI!!!
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