La Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dall’Eni contro l’avviso di accertamento emesso dal Comune di Crotone per gli importi dovuti a titolo di Imu sulle piattaforme per l’anno 2016. Viene quindi confermata definitivamente la piena legittimità delle pretese dell’ente, che ammontano a oltre 3,4 milioni di euro tra imposte, interessi e sanzioni.
Riconosciute le pretese dell’Ente
La Suprema Corte, sposando integralmente le tesi dell’amministrazione fin dal primo grado di giudizio, ha in particolare rigettato, oltre che la serie di eccezioni processuali rivolte, ogni questione relativa ad un presunto difetto di legittimazione attiva e di potere di accertamento del Comune per le piattaforme marine, il quale ne esce pienamente confermato attraverso un forte orientamento interpretativo destinato a fare giurisprudenza.
Rimangono da definire, evidentemente in conformità a tale storico precedente, gli altri contenziosi che riguardano gli anni che vanno dal 2017 al 2019.
Un rapporto serio e schietto

“Questo risultato – afferma, appena appresa la notizia, il sindaco di Crotone Vincenzo Voce – è la dimostrazione plastica dell’inversione di ogni logica del passato nel rapporto con Eni: attraverso un rapporto serio e schietto, sin dall’inizio della consiliatura abbiamo ragionato con la multinazionale su ogni questione aperta nell’esclusivo interesse della città. Ogni qualvolta c’è stata la possibilità di ragionare concretamente e razionalmente, lo abbiamo fatto senza esitazioni. Negli altri casi, nel rispetto delle reciproche posizioni, non abbiamo potuto fare altro che proseguire in sede contenziosa”.
L’accordo per lo sviluppo
Il primo cittadino ribadisce come l’apertura della società ad un accordo per lo sviluppo ha consentito all’ente di acquisire un’importante dotazione finanziaria che oggi – come noto – viene utilizzata per “funzioni essenziali altrimenti impedite”.
“Attraverso tale accordo – vanta ancora Voce – stiamo realizzando opere fondamentali come il prolungamento di Via Peppino Impastato ed assicurando servizi fondamentali come la refezione ed il trasporto scolastico”.
L’invio degli accertamenti
Nel caso in questione, non riuscendo a definire un accordo vantaggioso per il Comune, quest’ultimo aveva quindi emesso tutti gli avvisi di accertamento e avviato il contenzioso fino all’ultimo grado di giudizio, che oggi l’ha visto vittorioso.
Un risultato per il quale Voce ha ringraziato il professore Salvatore Muleo, ordinario di diritto tributario all’Università della Calabria che ha seguito l’ente in tutti e tre i gradi di giudizio, ed il Professore Bruno Sassani, ordinario di diritto processuale civile Università di Roma “Tor Vergata” che ha co-difeso l’ente in Cassazione.
La definizione degli altri conteziosi
Questo precedente, secondo il primo cittadino è destinato ad orientare anche la definizione degli altri contenziosi pendenti, come dicevamo quelli relativi alle annualità 2017, 2018 e 2019 fino all’entrata in vigore dell’Impi, consentendo all’ente di incamerare una cifra compresa fra gli 11 ed i 12,5 milioni di euro.

“La parte delle risorse di cui agli avvisi di accertamento già incamerata in forza delle vigenti disposizioni processuali, pari a circa sette milioni di euro – spiega il vice sindaco Sandro Cretella – era stata prudenzialmente accantonata già in sede di determinazione dei risultati di amministrazione 2022 e 2023 e ancora inseriti nella parte accantonata del risultato di amministrazione 2024, stante l’esito incerto dei diversi gradi di giudizio che ad oggi trovano risoluzione con l’odierna Sentenza della Suprema Corte di Cassazione”.
“L’Ente potrà quindi immediatamente disporre delle somme relative all’annualità 2016 per destinarle a spese di investimento o altre spese di natura non ricorrente, ma confidiamo di definire entro i prossimi giorni anche le questioni relative alle ulteriori annualità” conclude l’assessore al Bilancio Antonio Scandale.





























