Il Tribunale di Catanzaro ha emesso oggi il provvedimento di rinvio a giudizio per gli indagati coinvolti nell’inchiesta “Grecale”, che ha portato a gravissime accuse relative a presunti maltrattamenti sugli animali, truffa aggravata ai danni dello Stato e violazioni delle normative sul benessere animale presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro. Gli imputati sono docenti, ricercatori e personale amministrativo, incluso l’ex rettore dell’istituzione.
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Gli esperimenti scientifici
Il procedimento penale, che riguarda le indagini condotte dalla Procura della Repubblica, trae origine dalle accuse di condotte illecite e irregolarità sia negli esperimenti scientifici che nella gestione di fondi pubblici destinati alla ricerca.
L’inchiesta, avviata nel 2025 con una serie di perquisizioni e indagini preliminari, ha portato all’apertura dell’udienza preliminare il 28 novembre dello stesso anno.
Le accure che hanno retto
Il Giudice dell’Udienza Preliminare (Gup) ha fissato la data dell’udienza per il 12 maggio prossimo. In merito agli imputati, ha disposto il non luogo a procedere per alcune specifiche accuse nei confronti di alcuni degli indagati, ma per la gran parte delle accuse – in particolare quelle relative ai reati di maltrattamento e uccisione di animali – l’impianto accusatorio è rimasto in piedi. È stato inoltre riconosciuto il vincolo associativo tra gli imputati.
La posizione della Leal
Tra i difensori, gli avvocati Vincenzo Garzaniti e Luca Procopio rappresentano rispettivamente Ianda e Cassano. Aurora Rosaria Loprete, legale di Leal (Lega Antivivisezione), una delle associazioni riconosciute come parte civile nel procedimento, ha così commentato l’esito della giornata: “Il rinvio a giudizio per maltrattamento e uccisione di animali, con il riconoscimento del vincolo associativo, rappresenta un passo fondamentale. La gravità dei fatti e la solidità delle prove raccolte sono confermate da questa decisione, un segnale chiaro di giustizia per gli animali coinvolti.”




























