La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti ha ricalibrato l’inchiesta sul presunto danno erariale che ha scosso il reparto di oculistica dell’azienda ospedaliero universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro. Con un’ordinanza firmata dal consigliere Gianpiero Dalìa, i giudici contabili hanno ridimensionato sensibilmente il sequestro conservativo richiesto dalla procura regionale, ridefinendo il perimetro delle responsabilità economiche in questa delicata fase cautelare.

La posizione di Scorcia
Per quanto riguarda però il chirurgo oftalmologo Vincenzo Scorcia, docente universitario già alla guida dell’unità operativa di Oculistica della Dulbecco, il giudice ha confermato il sequestro patrimoniale fino alla somma di poco più di 3,8 milioni di euro.
La decisione si fonda sulla sussistenza del Fumus boni iuris e del Periculum in mora, ravvisando un’attività extra-istituzionale non autorizzata.
Secondo l’ordinanza, sarebbe incontestabile lo svolgimento di prestazioni continuative presso strutture private e società di famiglia in violazione del regime di esclusività.
L’importo confermato riguarda le indennità di esclusività, le differenze stipendiali e le retribuzioni percepite durante i periodi di malattia, somme ritenute connesse al danno erariale per omessa comunicazione all’amministrazione.
Le revoche totali
Il provvedimento segna però un punto di svolta per altri indagati inizialmente coinvolti nella misura patrimoniale. La Corte dei Conti ha infatti deciso la revoca integrale del sequestro nei confronti di Andrea Bruni ed Eugenio Garofalo. Per queste posizioni, il giudice ha ritenuto che l’impianto accusatorio non fosse sorretto da prove sufficienti, escludendo il coinvolgimento dei professionisti nel perimetro delle contestazioni economiche delineate dalla magistratura contabile.
Oculistica privatizzata alla Dulbecco, revocati sequestri a medici




























