La città di Crotone si prepara a ospitare un evento di alto profilo istituzionale per ribadire che la lotta alle infiltrazioni criminali è una responsabilità condivisa. Venerdì 6 marzo, alle 15, la Sala Giardini di Pitagora diventerà il fulcro del dibattito con l’iniziativa pubblica Legalità e sicurezza. L’obiettivo dichiarato è rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto alle mafie all’interno del tessuto economico, con un focus particolare sugli appalti pubblici e privati e sulla tutela del lavoro dignitoso.
I protocolli operativi
La giornata si aprirà con i saluti di Gianfranco Trotta, segretario della Cgil Calabria, e dell’onorevole Wanda Ferro, sottosegretario al Ministero dell’Interno.
La prima sessione entrerà nel vivo analizzando l’efficacia dei protocolli di legalità. Parteciperanno figure chiave come il prefetto di Crotone, Franca Ferraro, il direttore della tutela aziendale Anas, Riccardo Di Bernardini, il presidente di Ance Calabria, Roberto Rugna, e Simone Celebre, segretario della Fillea Cgil Calabria.
Il confronto mira a valorizzare il controllo preventivo come argine insostituibile per garantire uno sviluppo sano.
Contrasto alla criminalità
Alle ore 16.15 l’attenzione si sposterà sulle strategie di contrasto diretto. La seconda sessione vedrà gli interventi del procuratore di Catanzaro, Salvatore Curcio, del prefetto Castrese De Rosa e dell’onorevole Enza Rando della Commissione parlamentare Antimafia. Insieme a loro, il direttore della Dia di Catanzaro, Beniamino Fazio, e rappresentanti datoriali come Francesco Napoli di Confapi.
Le conclusioni saranno affidate alle voci sindacali di Angelo Sposato e Giovanni Pistorio, per sottolineare come la tracciabilità e la qualità del lavoro siano le prime armi contro l’illegalità.
Un segnale forte
In un momento cruciale per gli investimenti nel Mezzogiorno, questa iniziativa rappresenta un passaggio operativo per proteggere le imprese oneste. “La difesa della legalità e della sicurezza rispetto alle infiltrazioni criminali diventa una priorità non negoziabile” per assicurare che le risorse pubbliche generino valore reale senza alimentare circuiti illeciti.



























