Le aule scolastiche di San Basile si sono trasformate in laboratori di umanità grazie al percorso di sensibilizzazione avviato dall’Equipaggio di terra Resq. In questo piccolo borgo arbereshe, la missione di Resq people, impegnata nel monitoraggio del Mediterraneo, ha trovato una sponda sicura sulla terraferma attraverso una stretta collaborazione con l’associazione Don Vincenzo Matrangolo. L’iniziativa nasce per coinvolgere gli studenti in spazi di dialogo autentico, offrendo loro strumenti di conoscenza su temi complessi come i diritti umani e l’accoglienza. Non si tratta di semplici lezioni frontali, ma di momenti di confronto e partecipazione attiva in cui i ragazzi possono ascoltare testimonianze e riflettere sul significato profondo della solidarietà.

Una società consapevole
A coordinare questo importante viaggio educativo è Caterina Pugliese, anima del progetto Sai di San Basile e referente del gruppo locale nato lo scorso agosto.
Al suo fianco, in questo primo appuntamento, era presente Lidia Vicchio, vicepresidente dell’associazione Don Vincenzo Matrangolo. “Si è scelto di partire dalle scuole perché crediamo profondamente che i giovani rappresentino il presente e il futuro delle nostre comunità”, ha spiegato con convinzione Caterina Pugliese.
Secondo la coordinatrice, parlare alle nuove generazioni di rispetto e integrazione è l’unico modo per costruire una società più consapevole.
L’obiettivo è lasciare un segno duraturo nella sensibilità dei ragazzi, stimolando una riflessione che vada oltre i banchi di scuola e abbracci il valore universale della dignità umana.

Un percorso verso il futuro
La missione iniziata a San Basile è solo il primo passo di un cammino più ampio. Nei prossimi giorni, i volontari visiteranno altri plessi scolastici del territorio per coinvolgere un numero sempre maggiore di alunni.
Ma lo sguardo è già rivolto al domani: l’intenzione degli organizzatori è quella di potenziare il progetto già dal prossimo anno scolastico, estendendo le attività anche agli istituti superiori.
Portare il messaggio dell’inclusione tra gli adolescenti significa fornire loro la bussola necessaria per navigare in un mondo complesso senza perdere l’umanità.
Mentre la nave di Resq continua il suo lavoro in mare, tra i banchi di scuola si gettano le basi per una convivenza civile basata sull’aiuto reciproco e sulla cultura del dono.






























