Nella notte di ieri, sabato 5 settembre, a Stalettì, una operazione interforze ha monitorato le condizioni di sicurezza della zona. Durante la verifica degli ambienti, gli ispettori hanno riscontrato delle criticità ritenute decisamente preoccupanti per l’incolumità pubblica. Un locale ospitava ad esempio un numero di clienti di gran lunga superiore alla capienza consentita.

Le criticità riscontrate
Inoltre, le vie di fuga si presentavano del tutto inadeguate: mancavano sia la cartellonistica di emergenza che gli estintori prontamente reperibili, oltre al personale antincendio e agli addetti alla sicurezza.
Ed ancora, due uscite di sicurezza erano senza il maniglione antipanico e i percorsi di esodo risultavano scarsamente illuminati. A rendere il quadro ancora più rischioso la presenza di varchi aperti nella vetrata che delimita la pista da ballo verso la vicina scogliera, con un pericolo concreto di caduta nel vuoto.
Le anomalie ambientali
Le verifiche hanno fatto emergere anche dei presunti abusi di natura strutturale e ambientale. È stata rilevata l’installazione abusiva non di un impianto di aspirazione e di un sistema per il prelievo di acqua marina, utilizzato per riempire una piscina in cemento.
Dopo i controlli amministrativi sono scattate così delle sanzioni per il prosieguo delle danze oltre l’orario consentito dalla Scia e per la mancanza dello strumento di rilevazione del tasso alcolemico.

I lavoratori senza contratto
Infine, le autorità hanno focalizzato l’attenzione sulla tutela della salute e sui diritti dei lavoratori impiegati nell’attività. Oltre alle prescrizioni igienico-sanitarie, gli accertamenti dell’Ispettorato del Lavoro hanno evidenziato la presenza di personale in nero in misura superiore al 10 per cento del totale presente. Questa ennesima grave violazione ha fatto scattare l’immediata sospensione dell’attività per il noto locale della costa.
L’azione interforze
L’intervento nasce dall’esigenza di garantire la massima tutela dei frequentatori della movida, in linea con quanto stabilito dal Prefetto di Catanzaro durante il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Su direttiva del Ministero dell’Interno e in seguito all’ordinanza del Questore di Catanzaro, una task force speciale ha coordinato l’ispezione avvalendosi della collaborazione della Squadra di Polizia Amministrativa, del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, della Capitaneria di Porto di Soverato, dell’Azienda Sanitaria Provinciale, dell’Ispettorato del Lavoro, della Siae e dell’Arpacal.




























