Nuove nubi si stagliano all’orizzonte per i lavoratori della società Konecta, che si è assicurata la gestione della digitalizzazione delle cartelle sanitarie, assorbendo i lavoratori del bacino dell’Ex Abramo customer care. L’allarme nasce dal fatto che, ad un anno dall’avvio del progetto, la stessa società ha manifestato la volontà di applicare ai lavoratori la cassa integrazione, cosa che vede la netta contrarietà sindacale.
Non c’è pace per gli ex Abramo, a rischio 656 lavoratori Konecta
Le preoccupazioni
Lavoratori che si son trovati stamattina nella sala consiliare del comune di Crotone, insieme ai rappresentanti della Confial Crotone, guidati dal segretario provinciale Fabio Tomaino, per fare il punto della situazione.
Nell’assemblea pubblica è emerso che le preoccupazioni principali riguardano la tenuta occupazionale e le stesse modalità gestionali della società, per un progetto che doveva essere riferimento nazionale, e si trova già in difficoltà.
È emerso, anche, che la cassa integrazione invocata da Konecta non è il frutto di un reale esubero di forza lavoro, quanto piuttosto di una gestione poco oculata, contornata da chiusure improvvise e periodi di ferie forzate, solo per citare alcuni casi.
Circa 700 a rischio
La vertenza riguarda circa settecento persone, 80 dei quali (gli ex Lavoratori a progetto di Abramo) hanno l’ulteriore problema della scadenza dei contratti a maggio, e chiedono certezza anche su questo aspetto.
La richiesta che è emersa dall’assemblea pubblica di questa mattina è di conoscere esattamente qual è la situazione e le strategie che si intendono attuare a livello politico e aziendali.
In ogni caso, è stato ribadito, non devono essere, come è accaduto in passato, i lavoratori a pagare questa situazione di incertezza, chiedendo assoluta trasparenza per il futuro ed un massimo coinvolgimento.
Dal canto suo, Tomaino ha comunicato di aver avuto delle interlocuzioni con il presidente Occhiuto, che sarebbe piuttosto infastidito per la vicenda, e che avrebbe avviato delle interlocuzioni in merito.

Il fastidio di Occhiuto
Si ricorda che nel progetto la Regione ha investito milioni di euro e l’intenzione del governatore era quella di fare di Crotone un hub regionale per le digitalizzazione, ma qualcosa sembra essere andato storto in questa fase iniziale.
Dal canto suo, Confial, dopo aver percorso le stradi sindacali, non ha escluso anche il possibile ricorso a denunce alla Procura. Il messaggio è chiaro: se Konecta non è in grado di svolgere il servizio, si faccia da parte.
Nei giorni scorsi anche le Rsa di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, erano insorte per la chiusura della sede di Konecta di oggi e la paventata richiesta di cassa integrazione.
Per le sigle sindacali i lavoratori non possono essere trattati come «un rubinetto da aprire e chiudere a piacimento», ed invocano immediata chiarezza sulla situazione ed interventi risolutori.






























