La Calabria da Oscar nel film “Dove sono Mamma e Papà?”

in Tempo liberoprovincia di Cosenza
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Il cinema d’autore ritrova il calore della propria terra attraverso lo sguardo di Mauro Fiore. Il Premio Oscar per la fotografia di Avatar ha scelto di tornare in Calabria per firmare le immagini di Dove sono Mamma e Papà?, un racconto di formazione che mescola realtà e dimensione fiabesca. Sotto la regia di Fabio Rao, il progetto esplora il passaggio delicato dall’infanzia all’età adulta, mettendo in scena un mondo misterioso dove i genitori sono improvvisamente scomparsi. “Ogni film ha bisogno del proprio modo di essere raccontato”, ha dichiarato Mauro Fiore, sottolineando l’importanza di un equilibrio visivo capace di valorizzare il legame profondo tra narrazione e territorio.

Rivoluzione digitale sul set

Il film non è solo un’opera artistica, ma rappresenta un vero manifesto tecnologico mondiale grazie alla co-produzione di Fujifilm Italia e Fujifilm Corporation.

Per la prima volta in Italia è stata utilizzata la camera Fujifilm Gfx Eterna 55, equipaggiata con le lenti Fujinon Premista. Questa scelta ha permesso di ridefinire gli standard del racconto cinematografico, catturando ogni sfumatura emotiva dei giovanissimi protagonisti.

Secondo Fabio Rao, l’ampiezza del sensore è stata fondamentale per passare dall’intimità dei primi piani alla maestosità dei paesaggi calabresi, creando una profondità spaziale inedita che risuona con la sensibilità della storia.

Sinergie e talenti locali

La produzione ha visto la collaborazione tra giganti globali e giovani realtà locali come Open Fields Productions e Filmora Studio, con il supporto fondamentale della Calabria Film Commission.

Le riprese si sono svolte interamente presso i Laghi di Sibari, con il patrocinio del Comune di Cassano all’Ionio e dell’Associazione Laghi di Sibari.

Il cast unisce volti nuovi del territorio ad attori di rilievo nazionale come Alessandro Castriota Scanderbeg, Carlo Gallo, Mariasilvia Greco e Giancarlo Cauteruccio.

La sceneggiatura di Enrico Miceli e le musiche di Alessandro Papaianni completano un’opera che, dopo i festival, approderà nelle sale selezionate.

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