La Calabria fatica a trovare lavoratori? La Regione li va a cercare in Tunisia

in Attualitàprovincia di Calabria
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Aprire sezioni dei centri per l’impiego direttamente in Tunisia: dalla Calabria parte una svolta nella gestione dei migranti, col presidente della regione e vice segretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, che in un’intervista a La Stampa, commentando i fatti di Modena, lancia infatti l’idea che a suo dire avrebbe l’obiettivo di governare i flussi migratori anziché subirli, “offrendo una risposta concreta” alla carenza di manodopera che colpisce molte imprese locali.

Il lavoro che manca

“… Sto cercando di aprire sezioni in Tunisia, per persone che scappano dalla sponda Sud del Mediterraneo” spiega Occhiuto osservando come il turismo calabrese fatichi a trovare camerieri e personale, mentre dall’altra parte del mare migliaia di persone fuggono da fame e guerre.

Per il presidente, bloccare queste partenze è impossibile, quindi la soluzione risiede nella programmazione e nell’accoglienza mirata.

Specchio del passato

Il sogno Americano

Il fenomeno dello spopolamento preoccupa il governatore, che paragona l’attuale situazione italiana alla vecchia emigrazione transoceanica.

“In America gli italiani facevano lavori che gli americani non volevano più fare. Oggi ci sono in Italia lavori che gli italiani non vogliono fare: dobbiamo reagire allo spopolamento, un fenomeno che purtroppo riguarderà tutto il Paese nei prossimi anni, non solo le aree montane”.

Di fronte alle possibili accuse di favorire una sostituzione etnica, il governatore liquida la polemica ricordando come nessuno muova simili obiezioni negli Stati Uniti, accostando tali critiche al vecchio culto della razza ariana.

Oltre il populismo

Nonostante la legge Bossi Fini e gli anni di governo del centrodestra, Occhiuto difende i risultati dell’esecutivo nazionale, sottolineando la riduzione degli sbarchi e l’aumento degli ingressi controllati tramite i decreti flussi.

Tuttavia, critica la tendenza della politica a parlare alla pancia degli elettori per inseguire figure come Roberto Vannacci. Secondo il governatore, alimentare la paura e il populismo convince i cittadini che non esistano soluzioni, spingendoli soltanto a cercare un colpevole.

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