Esiste un luogo dove il respiro del mare incontra il ritmo delle nuove narrazioni. Dal 16 al 18 aprile, la città di Locri si trasforma nella capitale italiana dell’ascolto ospitando la prima edizione del Festival nazionale del podcast scolastico. Il titolo dell’evento, “Questi posti davanti al mare“, non è solo un omaggio al paesaggio della Locride, ma una vera dichiarazione d’intenti: un invito a fermarsi, a rallentare e a riscoprire il valore della parola in un mondo dominato dal rumore.
Il racconto
Il festival nasce per rispondere a una domanda profonda: siamo ancora capaci di raccontarci? Secondo la direttrice artistica Francesca Rossi, la sfida è proprio questa: “In un’epoca di rumore costante, insegniamo ai ragazzi l’arte del podcast non solo per imparare a raccontare, ma per imparare a raccontarsi”.
Non si tratta solo di tecnica, ma di trasformare il silenzio in ascolto attivo. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Scannapieco e dall’associazione Via Verdi 11, mette al centro gli studenti, rendendoli ambasciatori di una Calabria che sa innovare e dialogare con il futuro.

I protagonisti
Il programma è un mosaico di volti e competenze. Tra i numerosi ospiti figurano esperti della comunicazione e del giornalismo come Elena Miglietti, Rossella Pivanti ed Elisa Forte. Quest’ultima guiderà i ragazzi nei segreti di una redazione, mentre il formatore Celestino Rossi curerà i laboratori di storytelling digitale.
Il lavoro sulla voce proseguirà con il doppiatore Nicola Procopio e con la regista Imma Guarasci, che trasformerà il racconto in movimento corporeo attraverso workshop teatrali. Anche le nuove frontiere digitali troveranno spazio grazie a Luca Tropea, esperto di intelligenza artificiale e robot economy.
Il confronto
Il festival non dimentica le radici e la riflessione profonda. Talk come “Spiritualità e benessere” con Don Massimo Nesci e il sociologo Francesco Rao, o “Scuola, nuovi dialoghi educativi” con la professoressa Elisabetta Bianco e la direttrice del parco archeologico Elena Trunfio, offriranno spunti sull’evoluzione della didattica.
L’assessore regionale Giovanni Calabrese ha lodato l’iniziativa come un’opportunità di crescita culturale, mentre il sindaco di Locri, Giuseppe Fontana, ha sottolineato l’importanza del “microfono aperto” come strumento di libertà.
Per tre giorni, tra podcast come “Storie di classe” e progetti come “Biblioteca sonora”, Locri dimostrerà che saper prendere la parola è, prima di tutto, un diritto fondamentale.































