La Calabria continua a fare i conti con un pesante saldo demografico negativo e un mercato del lavoro in lento miglioramento ma ancora caratterizzato da precarietà e disuguaglianze. Questa è la fotografia scattata dal Rendiconto Sociale Regionale 2024 dell’Inps, presentato a Catanzaro nella sede della Camera di commerci.

Tra over 65 ed emigrazione
Al 31 dicembre scorso, la popolazione residente nella nostra regione si attesta a poco più di 1,8 milioni di abitanti, con un calo di oltre 6.400 persone rispetto all’anno precedente.
La popolazione, poi, invecchia: gli over 65 rappresentano quasi un quarto del totale, il 24%, mentre i giovani sotto i 15 anni sono appena il 12,7%. Il saldo naturale nel 2023 è rimasto negativo (-8.485), con più decessi che nascite.
Ad incidere significativamente sul quadro demografico anche il fenomeno migratorio. Nel 2023, gli emigrati calabresi verso l’estero sono stati 4 342, in aumento rispetto ai decenni precedenti, a fronte di 3 705 immigrati dall’estero.
Ancora più netto il flusso delle migrazioni interne: 16.126 persone hanno lasciato la Calabria per altre aree d’Italia, contro 8.043 ingressi. In pratica, per ogni persona che arriva, quasi due lasciano la regione, portando a un saldo demografico complessivo di -9.122.

Aumentano gli inattivi
Il rendiconto Inps analizza anche il settore lavoro e occupazione. Nel 2024 il tasso medio di occupazione (tra i 15 e 64 anni) è salito leggermente al 44,8%, con la disoccupazione in calo di circa 3 punti percentuali, ma il tasso di inattività è aumentato di 1,6 punti.
Particolarmente critico il dato giovanile: i disoccupati tra i 15 e i 29 anni sono scesi al 31 4%, ma i Neet – i giovani che non lavorano e non studiano – restano al 26,2%, il valore più alto d’Italia.
Il saldo occupazionale nel settore privato è positivo, con 161.640 assunzioni a fronte di 156.226 cessazioni. Tuttavia, si assiste a una riduzione dei contratti a tempo indeterminato (da 28.999 a 27.748) e a un aumento di quelli a tempo determinato (da 82.678 a 87.032). Cresce anche il part-time, che coinvolge il 44,2% dei dipendenti, contro una media nazionale del 27,5%.

Il divario retributivo
Le retribuzioni, poi, in Calabria restano sensibilmente inferiori alla media nazionale: 77,9 euro medi giornalieri per gli uomini e 58 euro per le donne, contro una media nazionale di 107,5 e 79,8 euro.
Il commercio si conferma il comparto con più addetti (oltre 49 mila), seguito da agricoltura, costruzioni e servizi di alloggio e ristorazione. Le imprese registrate sono 147 270, in calo rispetto al 2023, con una riduzione delle microimprese e un lieve incremento delle piccole e medie imprese.































