Presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia, il progetto Spazio Giallo, promosso dal Coordinamento Provinciale di Libera, festeggia tre anni di attività. Questa iniziativa si focalizza sul mantenimento del legame affettivo tra genitori detenuti e figli minori, offrendo un’area di accoglienza che trasforma il momento critico dell’attesa in un’esperienza serena e a misura di bambino.
Un’area di umanizzazione per i più piccoli
Lo Spazio Giallo non è una semplice sala d’aspetto, ma un luogo dove i bambini possono elaborare le proprie emozioni attraverso il gioco e il disegno prima dell’incontro con il genitore. L’obiettivo principale è preservare la dignità del rapporto familiare in un contesto difficile, permettendo ai minori di affrontare l’ingresso in istituto con minore tensione e maggiore consapevolezza emotiva.
Punto di ascolto per le famiglie
Nel tempo, il servizio si è evoluto in un centro di supporto per intere famiglie. Gli operatori accolgono le testimonianze di parenti che vivono il peso sociale e psicologico della detenzione di un congiunto. In questo spazio, le fragilità umane e le preoccupazioni quotidiane trovano ascolto senza giudizio, offrendo un momento di sfogo necessario per chi condivide indirettamente le conseguenze della vita carceraria.
Sinergia tra istituzioni e volontariato
Il successo del progetto è garantito dalla stretta collaborazione tra il mondo del volontariato e l’amministrazione penitenziaria. La direttrice della struttura, Angela Marcello, e l’ispettore Vincenzo Tigani, responsabile dell’unità operativa colloqui, hanno lavorato insieme al corpo di Polizia Penitenziaria e agli educatori per integrare questa realtà nel percorso di sostegno alla genitorialità dell’istituto.
Il valore sociale del disegno e del gioco
L’ispettore Vincenzo Tigani ha evidenziato come l’iniziativa rappresenti un esempio concreto di umanizzazione delle relazioni all’interno del carcere. Per testimoniare l’impatto positivo del progetto, è stata autorizzata la diffusione di alcuni disegni realizzati dai bambini: opere che, nel pieno rispetto della privacy, mostrano come la creatività possa superare le barriere fisiche e mantenere vivi i legami più profondi.






























