Un’ulteriore finestra di tempo per immergersi nella memoria rituale del Mediterraneo e riscoprire le radici di gesti che appartengono al nostro quotidiano. Dopo il forte riscontro registrato durante la stagione estiva, i Parchi Archeologici di Crotone e Sibari hanno annunciato la proroga della mostra intitolata Orghia. Miti, riti e misteri, allestita presso il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide. L’esposizione, inizialmente prevista fino alla metà di settembre, rimarrà aperta fino a domenica 18 ottobre 2026 per accogliere turisti, famiglie e scolaresche nell’ambito delle linee del Piano Olivetti per la Cultura sostenuto dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli.

Sibari, la mostra “Orghia” racconta riti, miti e tradizioni del grano
Mito e antropologia
Il percorso scientifico e curatoriale ideato dal direttore Filippo Demma traccia un ponte tra il racconto antico e la cultura rurale meridionale, ponendo al centro le divinità della terra.
Tra reperti provenienti dai santuari di Locri Epizefiri, Eraclea Lucana, Capo Colonna e Sibari, la mostra trasforma l’archeologia in una riflessione antropologica sui cicli della vita.
Come dichiara il direttore Filippo Demma, “Estendere la fruibilità di Orghia al 18 ottobre significa assecondare una richiesta di cultura viva che continua ad arrivare dal territorio. Abbiamo voluto integrare il percorso con le scuole, offrendo agli studenti un’opportunità di crescita fin dai primi giorni di lezione“.

Orari e riqualificazione
La proroga si inserisce nella riorganizzazione degli accessi ai siti archeologici. Il Parco Archeologico di Sibari osserva l’orario di apertura dalle 9 alle 19 con ultimo ingresso alle 18:30.
Contestualmente, il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, le cui sale sono attualmente interessate da un profondo intervento di riqualificazione e riallestimento strutturale, resta aperto esclusivamente per la fruizione della mostra dalle 9 alle 20 con ultimo accesso consentito alle 19:30, confermando la visione di un patrimonio dinamico e partecipato.































