‘Ndrangheta: Pignatone, in Calabria condizionamento oggettivo
Solo a Rosarno, comune calabrese di 15 mila anime, ci sono oggi circa 250 affiliati di ‘ndrangheta, un numero cinque volte superiore a quello degli affiliati di mafia a Palermo nel periodo di massima ascesa di Provenzano. E’ solo uno dei dati illustrati dal procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone durante l’audizione di ieri sera alla Commissione Antimafia. Pignatone ha sottolineato le difficolta’ operative della lotta alla ‘ndrangheta: “criticita’ quantitative che diventano anche qualitative. Il fatto che a Rosarno ci siano, lo dicono le intercettazioni, 250 affiliati su 15 mila abitanti; il fatto che, se a questi sommiamo parenti naturali e acquisiti, raggiungiamo con facilita’ il numero di 1.500 persone, ci fanno capire facilmente che in quel territorio il condizionamento della criminalita’ e’ oggettivo“. Quella descritta dal procuratore e’ una ‘ndrangheta che ha abbandonato definitivamente la struttura federata, per famiglie, per adottare quella unitaria. Al punto dal soffocare nel sangue i tentativi autonomisti come quello di Carmelo Novella in Lombardia. In quell’occasione la ‘provincia’, organo apicale dell’organizzazione come spiegato da Pignatone, decise il “licenziamento” di Novella e procedette al commissariamento di quel territorio.






























