L‘ospedale San Giovanni di Dio di Crotone segna un traguardo fondamentale per la sanità locale con il ripristino della piena operatività nella chirurgia degli accessi vascolari. Dopo un’interruzione durata quasi due anni, l’unità operativa complessa di nefrologia e dialisi ha riattivato il servizio di confezionamento delle fistole arterovenose, elemento indispensabile per il trattamento emodialitico.
La riorganizzazione strategica
Questa ripartenza si accompagna all’apertura di un ambulatorio dedicato al monitoraggio costante degli accessi, offrendo una risposta concreta e immediata ai pazienti del territorio che in passato erano spesso costretti a spostarsi altrove per tali prestazioni.
L’attività è già entrata a regime coinvolgendo pazienti provenienti anche da altre aree della regione, a dimostrazione della ritrovata capacità attrattiva della struttura crotonese.
Il successo di questa iniziativa si deve a una visione organizzativa che segue le direttive regionali per la creazione di team vascolari specializzati. Sotto la guida del dottore Giuseppe Coppolino, il servizio vede impegnati specialisti come il dottore Alessandro Colombo e la dottoressa Antonietta Errante, supportati da un’équipe infermieristica altamente qualificata in cui operano figure come Saverio Audia e Carmela Colacino.
Il ritorno di professionalità che avevano precedentemente scelto altri percorsi lavorativi testimonia il nuovo clima di fiducia e stabilità che caratterizza il presidio ospedaliero.
“Questo sforzo collettivo punta a integrare le competenze cliniche con quelle chirurgiche, restituendo al nefrologo il suo ruolo centrale nella gestione globale del paziente dializzato”, ribadiscono dall’Asp.

Il potenziamento dei servizi
Il percorso compiuto nel corso del 2025 rappresenta una vera ricostruzione per un reparto che ha affrontato periodi di grave carenza organica.
Grazie all’integrazione di medici provenienti dal contingente cubano e all’inserimento di giovani specialisti, la nefrologia di Crotone ha saputo stabilizzare le proprie attività ambulatoriali, riducendo sensibilmente le liste d’attesa.
Un momento simbolo di questa rinascita è stata l’inaugurazione del centro dialisi di Mesoraca, che ha rafforzato la presenza della sanità pubblica sul territorio provinciale.
L’efficienza del sistema è confermata da dati occupazionali delle postazioni tecnici che restano entro margini di sicurezza, permettendo una gestione meno affannosa delle terapie croniche.
Un dato di particolare rilievo riguarda la promozione della dialisi peritoneale, una metodica che a Crotone coinvolge il quaranta per cento dei pazienti, una quota di gran lunga superiore alla media nazionale.
Questo risultato è il frutto del lavoro svolto dalla dottoressa Rosalia Boito e dalla dottoressa Sara Pugliese, che favoriscono percorsi terapeutici domiciliari capaci di migliorare significativamente la qualità della vita dei malati.
Parallelamente, il progetto dedicato alla dialisi durante le vacanze ha permesso a molti pazienti di soggiornare nel crotonese con la sicurezza di poter proseguire le cure, garantendo continuità assistenziale anche durante i periodi festivi e la stagione estiva.
La gestione del trapianto
La visione a lungo termine della struttura include anche una solida gestione della fase pre-dialitica e del post-trapianto. L’ambulatorio dedicato alla malattia renale avanzata lavora costantemente per ritardare l’inizio della terapia sostitutiva, mentre i dottori Arcangelo Sellaro e Davide Mauro coordinano il follow-up dei pazienti trapiantati e l’inserimento nelle liste d’attesa.
Secondo il commissario straordinario Monica Calamai, questi progressi sono il segno tangibile di un ospedale che torna a essere un punto di riferimento solido e qualificato.
Il consolidamento dei servizi raggiunto alla fine dell’anno pone le basi per una sanità pubblica sempre più vicina ai bisogni dei cittadini, orientata alla qualità e alla presa in carico globale della persona.




























