Il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, è intervenuto a Pagliarelle durante la manifestazione “Sulla strada dei minatori – Tra passato e futuro”, svoltasi nel settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle. Nel suo discorso ha evidenziato il valore dell’infrastruttura stradale ionica: “La nuova Statale 106 è un’opera strategica della quale la Calabria e i calabresi non possono più fare a meno. Non possiamo accettare che i diversi lotti vengano finanziati e realizzati a distanza di dieci o quindici anni l’uno dall’altro. Anas ha compiuto passi importanti, ma la 106 non è ancora una dorsale continua: restano lunghi tratti inadeguati e pericolosi, incompatibili con il diritto alla mobilità e con le esigenze di sviluppo della regione”.

Sicurezza e connessioni
Il collegamento Catanzaro-Crotone prevede circa 44 chilometri a doppia carreggiata per un investimento di 2,6 miliardi di euro. “Cinque lotti sono stati aggiudicati da Anas nel 2025 e si è entrati nella progettazione esecutiva. Bisogna vigilare affinché alle procedure seguano rapidamente i cantieri e tempi certi”, ha spiegato Enzo Bruno, ricordando anche l’impegno profuso nel 2018 alla guida della Provincia di Catanzaro, in sinergia con la Provincia di Crotone, Fabio Pisciuneri e i Comuni, per ridefinire la variante tra Soverato e Guardavalle, risolvendo le criticità degli innesti di Santa Caterina dello Ionio. L’arteria deve garantire accessibilità tra costa e aree interne.

Sviluppo e legalità
Guardando al tracciato complessivo, l’esponente politico ha ribadito la necessità di completare i collegamenti a nord verso Sibari e a sud verso Reggio Calabria, invitando a valutare sicurezza e qualità del tracciato anziché mere soluzioni al ribasso.
Infine, Enzo Bruno ha rivolto un plauso alla Fillea Cgil e ha posto l’accento sul rispetto dei lavoratori e delle regole nei cantieri: “L’opera dovrà essere impermeabile alle infiltrazioni criminali, con controlli rigorosi sui subappalti, trasparenza e sicurezza. A Pagliarelle vive una comunità di minatori e lavoratori specializzati che opera nelle grandi infrastrutture in Italia e in Europa e spera di tornare a lavorare in Calabria. La nuova 106 deve creare occupazione qualificata e diventare una dorsale moderna e sicura”.




























