Giacomo Mancini, esponente della direzione del Pd Calabria, interviene con fermezza sulla disciplina delle nuove Zone a traffico limitato di Cosenza, evidenziando delle pesanti criticità e le numerose segnalazioni ricevute in questi giorni da diversi residenti. “Ventisette euro e cinquanta centesimi per ogni auto o moto. È quanto molti cosentini residenti nelle nuove Zone a traffico limitato sono chiamati a pagare per ottenere il permesso di accesso alle strade nelle quali abitano. E poiché il permesso ha validità per anno solare, chi lo ottiene adesso dovrà pagare nuovamente dal primo gennaio. Basta balzelli in città”, afferma l’esponente politico. Non si tratta di una sanzione per chi viola i varchi, ma di una somma richiesta a chi in quelle vie risiede e deve semplicemente raggiungere la propria casa.

Le storture del provvedimento
Il Piano Generale della Sosta definisce questa somma come un semplice rimborso spese, ma per i cittadini la sostanza non cambia: si tratta di nuovi costi da sostenere.
“C’è un’altra evidente stortura. Le nuove Zone a traffico limitato diventano operative a metà anno, ma il permesso scade comunque il trentuno dicembre. Significa che un residente paga adesso e, dopo pochi mesi, dal primo gennaio deve pagare nuovamente. È davvero questo il modo di accompagnare una trasformazione della mobilità cittadina?”, prosegue Giacomo Mancini.
Ulteriori perplessità riguardano poi i proprietari di garage privati, ai quali sarebbe stato chiesto il medesimo pagamento. Su questo punto l’amministrazione deve fare immediata chiarezza con regole comprensibili e trasparenti per tutti.
Verso una mobilità dolce
La critica assume un carattere fortemente culturale e politico sul futuro della città. “Il problema più serio è culturale e politico: manca una visione della città del futuro. Se la politica della mobilità si riduce a varchi, permessi e pagamenti, abbiamo perso in partenza. Una città moderna non si trasforma moltiplicando divieti e procedure burocratiche. Occorre costruire le condizioni perché le persone possano scegliere modi diversi e migliori di muoversi”, spiega l’esponente del Pd.
L’alternativa è la mobilità dolce: “Significa costruire una rete di strade e piazze nella quale sia più facile muoversi a piedi e in bicicletta, collegare tra loro le aree pedonali, ridurre il traffico automobilistico di semplice attraversamento e potenziare seriamente il trasporto pubblico”.

Un’opportunità per il commercio
Questa trasformazione della qualità urbana deve necessariamente coinvolgere anche il tessuto economico locale. “C’è poi un tema che non può essere ignorato: quello dei commercianti e dei pubblici esercizi. Una politica seria della mobilità dolce non deve allontanare le persone dal centro, deve ottenere l’effetto opposto: portare più persone nelle strade. Più persone davanti alle vetrine dei negozi, più cittadini e visitatori nei bar, nei ristoranti e nei pub, più spazi pubblici vissuti durante tutto l’arco della giornata. Quando una città è bella da percorrere a piedi e piacevole da vivere, ne beneficiano le famiglie, le attività commerciali, il turismo e l’intera economia urbana”, aggiunge Giacomo Mancini.
Una nuova direzione
Per superare la frammentazione attuale serve un progetto di rete integrata, sul modello delle maggiori realtà europee. “Le aree pedonali non possono essere isole scollegate. Devono essere inserite in una rete di mobilità dolce capace di connettere le principali zone del centro, ridurre il traffico di attraversamento e restituire progressivamente spazio alle persone. Questa è la sfida che molte città europee hanno già affrontato e questa deve essere l’ambizione anche di Cosenza”, conclude Giacomo Mancini, che chiosa: “La differenza è tutta qui. Loro continuano a mettere le mani nelle tasche dei cosentini. Noi vogliamo costruire una città da vivere. Non servono soltanto nuovi varchi. Serve una visione. E noi abbiamo ben chiara la nuova direzione da dare a Cosenza”.




























