Scam City, il nome scelto dagli investigatori per l’indagine di Crotone, descrive perfettamente un mondo parallelo costruito su inganni digitali e ricchezza ostentata. In una vasta operazione coordinata dalla Procura della Repubblica – guidata dal Procuratore Domenico Guarascio – i carabinieri del capoluogo pitagorico hanno smantellato una presunta rete criminale che avrebbe fatto truffa online un’industria ad alto rendimento. Il bilancio dell’operazione è importante: dieci misure cautelari eseguite, di cui cinque in carcere e altrettanti obblighi di firma, con un totale di trentuno indagati che avrebbero tenuto in scacco decine di ignari acquirenti da un capo all’altro della penisola.

L’illusione del risparmio
Come spiega o gli inquirenti, il meccanismo era oliato e spietato. Sfruttando le potenzialità del Cyber-patrolling, i militari hanno ricostruito come il gruppo pubblicasse annunci fittizi su portali specializzati e marketplace.
Dalle minicar elettriche ai trattori agricoli, dalle piscine al pellet, l’offerta era variegata e i prezzi incredibilmente vantaggiosi, spesso giustificati come beni provenienti da presunte aste giudiziarie.
Le vittime venivano agganciate e convinte a versare acconti del 50% su conti correnti o carte di pagamento. “Spesso venivano proposte offerte con Iva agevolata al 4% per i titolari dei benefici della legge 104”, spiegano gli investigatori, sottolineando come l’organizzazione non si facesse scrupoli nel colpire persone fragili, anziani o persino onlus.
Un affare imperdibile? Dietro c’era la truffa: 31 indagati a Crotone
Professionisti del riciclaggio
Dietro la tastiera non ci sarebbero stati dei semplici dilettanti ma una struttura gerarchica con ruoli definiti: chi creava i siti web cloni di aziende reali e chi gestiva le trattative telefoniche, arrivando a qualificarsi falsamente come appartenente alle Forze dell’Ordine per rassicurare gli acquirenti.
Per ripulire il denaro, poi, si sarebbero avvalsi di competenze tecniche esterne, programmatori stranieri e broker di criptovalute. I proventi illeciti sarebbero stati così polverizzati attraverso il sistema del Money muling, utilizzando prestanome reclutati nella microcriminalità che ricevevano e frazionavano le somme per renderle non tracciabili.

Un tesoro tra le mani
Le indagini patrimoniali hanno squarciato il velo su una realtà di lusso sfrenato che strideva con i profili fiscali degli indagati, molti dei quali risultavano formalmente nullatenenti o percettori del reddito di inclusione.
Eppure, nelle loro disponibilità sono finiti gioielli della meccanica e dell’orologeria. I Carabinieri hanno sequestrato orologi Rolex di modelli prestigiosi come Daytona, Submariner e Yacht-Master, oltre a un parco auto che includeva una Tesla Model Y, una Range Rover Evoque e una Alfa Romeo Stelvio.
Il sequestro ha riguardato anche cinque immobili e le quote di una società di e-commerce, a conferma di quanto il business delle truffe fosse diventato un pilastro economico per l’associazione.

Crotone. Scacco alla banda delle truffe online: cinque indagati e sequestri
Giustizia per le vittime
Le 125 truffe contestate hanno toccato località sparse in tutta Italia, da Desenzano del Garda ad Augusta, passando per Borgo Val di Taro.
Ogni denuncia è stata un tassello fondamentale: incrociando i dati dei prelievi agli sportelli Atm, i filmati delle banche e le chat WhatsApp, gli investigatori hanno chiuso il cerchio su quella che ritengono un’organizzazione capace di rigenerarsi e nascondersi dietro identità virtuali.
Un sistema che sarebbe crollato oggi sotto il peso delle accuse di associazione per delinquere, riciclaggio e sostituzione di persona, restituendo dignità anche a quelle aziende reali che, vedendosi clonata l’identità, avevano subito gravi danni d’immagine.
I nomi degli indagati
Le porte del carcere si sono spalancate per Luca Caporali (48 anni), Armando Covelli (46), Carmelo Iembo (48), Salvatore Lombardo (40), e Daniele Pugliese (53); tutti di Crotone.
Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, invece, per Marco Liguori (39 anni, di Scandale), Pier Domenico Rizzuto (42 anni), Marcello Ruperti (58), Domenico Scolieri (47), e Francesco Tallarico (46, Isola Capo Rizzuto).




























