“Caro presidente Scopelliti prosegui nel solco della rivoluzione politica e amministrativa che hai innescato in Calabria, questi atti intimidatori sono solo il segnale più evidente della debolezza e dell’affanno in cui versa una certa frangia della società calabrese, da sempre, ostine al cambiamento e dedita al malaffare”. Il segretario della Commissione regionale contro il fenomeno della mafia, Salvatore Pacenza (Pdl), esprime tutta la sua solidarietà e la sua vicinanza al presidente della Regione, Peppe Scopelliti, che, questa mattina, ha subito ai propri danni l’ennesimo atto intimidatorio. Quattro buste contenenti lettere minatorie (uno dei plichi conteneva anche due cartucce per pistola calibro 7,65) sono state infatti recapitate via posta al governatore nella sede di palazzo Alemanni di Catanzaro. “Il susseguirsi di questi vili atti – prosegue il segretario della Commissione regionale contro il fenomeno della mafia – sono la cartina di tornasole che il nostro governatore sta mettendo mano nelle pieghe più grigie e incrostate del malaffare in Calabria. Una su tutte, la grande manovra di rientro per il debito sanitario. Un’azione, quella di Scopelliti, coadiuvata e supportata dalla sua maggioranza di centrodestra all’interno dell’assemblea regionale, così come da tutto il Pdl calabrese. La Calabria che vuole cambiare è con Scopelliti e, proiettili e lettere minatorie, non possono certo arginare il repulisti che il presidente sta attuando in questa regione. Attorno a lui c’è ormai una cortina di ferro difficile da spezzare”.
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