Si è aperto a Palazzo Sersale, in occasione del Festival delle Serre, un importante incontro sul tema “Presunzione d’innocenza: telecronaca di una partita persa?”. L’evento, che ha affrontato il preoccupante dato di quasi duemila suicidi nelle carceri italiane dal 1992, ha visto la partecipazione di insigni giuristi e del campione di calcio Michele Padovano, vittima di un’ingiusta detenzione. Il dibattito è stato moderato dall’avvocato Francesco Santelli, vicesindaco di Cerisano e segretario della Camera Penale di Cosenza.
Le riforme necessarie
Dalla discussione è emerso che il sistema giudiziario italiano non si trova in uno stato “florido“. I relatori hanno sottolineato la necessità di riforme più incisive e concrete, a partire dalla responsabilità civile dei magistrati, per arginare una “deriva inquisitoriale” e “evitare il reiterarsi di drammi come quelli vissuti negli anni ’80 da Enzo Tortora“.
I partecipanti, tra cui l’avvocato Lucio Di Gioia, l’avvocato Claudio De Luca e il magistrato Biagio Politano, hanno riconosciuto che, nonostante le diverse posizioni, esiste un minimo comune denominatore: la necessità di un cambiamento.
La testimonianza del campione
Michele Padovano ha contribuito al dibattito raccontando la sua esperienza. “I diciassette anni passati in quell’incubo non si possono cancellare e nessuno potrà restituirmeli” ha affermato.
L’ex calciatore ha sottolineato l’importanza di far conoscere la sua vicenda per “contribuire a determinare una presa di coscienza forte su una problematica ancora molto lontana dall’essere risolta”.
Al convegno è stato assegnato un riconoscimento all’avvocato Armando Veneto, presidente emerito del Consiglio delle Camere Penali Italiane.




























