Quattro assoluzioni e altrettante condanne: è quando deciso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria (nel processo di secondo grado scaturito dalla nota operazione Propaggine. Ridisegnando parzialmente il quadro di primo grado, rispetto alle condanne inflitte nel precedente giudizio, i giudici hanno dunque assolto Antonio Alvaro (difeso dagli avvocati Maria Teresa Caccamo e Fortunato Schiava), e Alfredo Ascrizzi (assistito da Luca Cianferoni e Fortunato Schiava). Stessa decisione per Francesco Luppino, (rappresentato dall’avvocato Giovanni Piccolo) e Carmelo Versace (assistito da Antonino Lupini e Carmelo Antonio Pirrone).

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Le decisioni dei giudici
Il collegio giudicante (Alfredo Sicuro Presidente, Consiglieri Antonino Foti e Urania Granata) ha inoltre confermato le precedenti assoluzioni che erano state impugnate dalla Procura Generale della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo dello Stretto.
Si tratta di Carmelo Alvaro (assistito dai legali Luca Cianferoni e Sissi Barone), insieme a Giovanni Penna (difeso da Guido Contestabile e Silvia Forestieri) e Carmela Penna (rappresentata dall’avvocato Giacomo Iaria).
Per Maurizio Rustico (difeso dall’avvocato Maria Grazia Salerno) è stata confermata l’esclusione dell’aggravante mafiosa con la conseguente prescrizione del reato.
Sul fronte delle condanne, la Corte ha ribadito le decisioni di primo grado per Domenico Alvaro (assistito da Tonino Curatola e Marina Mandaglio), Antonino Penna (difeso dall’avvocato Elisabetta Ascone), e Carmine Penna (difeso dall’avvocato Giacomo Iaria). Per Francesco Carmelitano (difeso da Giovanni Piccolo ed Elisabetta Ascone) la pena è stata rideterminata a 12 anni di reclusione.

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L’inchiesta della Dda
L’intero procedimento giudiziario trae origine da una complessa attività investigativa avviata dalla Dda Capitolina in stretta collaborazione con la controparte reggina.
Gli inquirenti avevano ipotizzato la piena operatività di un’associazione a delinquere di stampo mafioso radicata tra le province di Reggio e Roma.
L’ipotesi degli inquirenti è che il gruppo criminale avrebbe fatto capo alla nota cosca degli Alvaro, portando alla sbarra numerosi imputati accusati di far parte della struttura associativa.
Una prima parte del processo si è conclusa a Roma con svariate condanne per i membri della “propaggine“ capitolina, mentre questo secondo filone, trattato dal Tribunale di Palmi, giunge oggi a compimento con la sentenza i cui motivi saranno depositati entro 90 giorni.
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