Sulla complessa vertenza che riguarda trecentoventi lavoratori del Progetto Montagna nei Comuni di San Giovanni in Fiore, Longobucco e Bocchigliero si registra la presa di posizione di Vittoria Baldino ed Elisa Scutellà. Le due esponenti del Movimento 5 Stelle hanno espresso forti perplessità sull’esito dell’ultimo incontro istituzionale svolto con gli assessori regionali Giovanni Calabrese e Gianluca Gallo, al quale ha preso parte anche Rosaria Succurro. La richiesta formale del verbale di riunione avanzata dai primi cittadini presenti dimostra l’assenza di garanzie scritte sulle rassicurazioni fornite a voce dalla Regione Calabria.
Il rischio finanziario sui bilanci dei piccoli Comuni
Il nodo centrale della contestazione riguarda la sostenibilità economica della misura a lungo termine. Il piano prospettato dalla giunta regionale prevede un contributo finanziario limitato a una durata di quattro anni, terminati i quali la spesa per le assunzioni a tempo indeterminato ricadrebbe interamente sulle casse dei municipi coinvolti. Per il solo ente di San Giovanni in Fiore l’esborso supererebbe i due milioni e trecentomila euro all’anno. Trattandosi di piccoli Comuni delle aree interne già segnati da criticità finanziarie, un simile carico rischia di bloccare la capacità assunzionale futura per figure professionali indispensabili come ingegneri, geometri o agenti di polizia locale.
Le differenze normative con i bacini storici
Nel corso del loro intervento, Vittoria Baldino ed Elisa Scutellà hanno richiamato la differenza tra questo bacino di lavoratori e le precedenti esperienze legate a LSU e LPU. In quei casi le procedure di stabilizzazione hanno potuto attingere a contributi statali storicizzati e permanenti garantiti dalla legislazione nazionale. Per il Progetto Montagna e per i contesti assimilabili ai tirocini di inclusione sociale non esiste attualmente un fondo statale continuo, configurando la proposta regionale come un semplice differimento del debito a carico degli enti locali a partire dal prossimo decennio.
Iniziative parlamentari e regionali per chiedere chiarezza
Per ottenere impegni vincolanti è stata annunciata un’azione istituzionale su due livelli. Alla Camera dei Deputati, Vittoria Baldino presenterà un’interrogazione rivolta ai ministri del Lavoro e dell’Economia per verificare se il Governo intenda predisporre tutele economiche specifiche a salvaguardia degli equilibri di bilancio delle comunità montane. Parallelamente, Elisa Scutellà depositerà un atto d’ispezione in ambito regionale indirizzato al presidente Roberto Occhiuto e agli assessori Giovanni Calabrese e Gianluca Gallo, chiedendo di formalizzare con atti concreti la copertura finanziaria oltre la scadenza quadriennale.






























