Il forte grido di protesta lanciato da Abaco ha trovato ascolto ai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia. L’associazione, guidata dal presidente Saverio Bartoluzzi, si è mobilitata ieri con un sit-in davanti alla sede dell’Asp, portando in piazza il drammatico caso di Maria Francesca Barbieri. Al fianco del marito e del figlio della donna si sono schierati numerosi cittadini di Pizzo e Vibo Valentia, l’Osservatorio Civico Città Attiva e la testimone Katia Coloca, tutti uniti nel denunciare le gravi carenze della sanità pubblica locale e nel richiedere interventi immediati, slegati dalle lungaggini di una burocrazia definita approssimativa e incompetente.
Il nodo delle cure domiciliari
La mobilitazione è nata per contestare l’insufficienza delle soluzioni inizialmente prospettate dal commissario dell’Asp, Sestito, il quale aveva ipotizzato un potenziamento della fisioterapia domiciliare.
Secondo il movimento, tale percorso si scontrava pesantemente con la realtà, poiché la paziente necessita di macchinari specifici impossibili da trasferire a domicilio, a partire da un elevatore mai consegnato nonostante una richiesta inoltrata da oltre due mesi. Le cure domestiche attuali sono state giudicate del tutto inadeguate per le specifiche esigenze fisiche della donna.
L’impegno del commissario
Il confronto ha comunque prodotto l’apertura sperata, portando a un cambio di rotta da parte dei vertici sanitari. Il commissario Sestito è parso convergere verso le istanze sollevate dai manifestanti e si è impegnato a disporre in tempi brevi il trasferimento di Maria Francesca Barbieri in una struttura protetta idonea.
Solo dopo questo ciclo riabilitativo intensivo in regime di ricovero, già sollecitato in precedenza dall’Ospedale Pugliese di Catanzaro, si potrà valutare un successivo percorso di assistenza domiciliare.
Il desiderio di Maria Francesca
Nel pomeriggio successivo alla protesta, Saverio Bartoluzzi ha fatto visita alla donna, raccogliendo un desiderio semplice ma dal profondo valore umano: quello di poter tornare a vedere il mare.
Per i rappresentanti dell’associazione non si tratta di un mero auspicio, bensì di un richiamo fondamentale al rispetto dei diritti e della dignità della persona, un obiettivo per il quale Abaco promette di vigilare con determinazione affinché non si trasformi nell’ennesimo capitolo di malasanità e promesse mancate.































