Il cammino delle associazioni sportive dilettantistiche si incrocia oggi con una profonda trasformazione legislativa che ne ridisegna i doveri e le responsabilità sul territorio. Per supportare i propri affiliati in questo scenario complesso, il Comitato Provinciale di Catanzaro dello Csen ha promosso un convegno di aggiornamento, nel quartiere marinaro del capoluogo calabrese. L’incontro si è focalizzato sulle nuove regole introdotte dalla riforma del settore, ponendo un accento imprescindibile sulla salvaguardia delle categorie vulnerabili e sul rispetto delle stringenti normative vigenti in materia di prevenzione negli ambienti di lavoro.

I nuovi obblighi
L’introduzione dei decreti legislativi numero 36 e numero 39 del 28 febbraio 2021 ha reso la tutela dei tesserati una priorità assoluta per ogni sodalizio.
Il vicepresidente nazionale dell’ente, Francesco De Nardo, ha chiarito che ogni associazione ha l’obbligo di nominare un responsabile per il piano di protezione contro gli abusi, oltre a dover redigere un preciso codice di condotta.
“Il passaggio dal concetto di amatore al concetto di lavoratore sportivo”, ha spiegato il dirigente, comporta l’assunzione del ruolo di datore di lavoro da parte del rappresentante legale, il quale deve ora adeguarsi ai decreti sulla sicurezza per evitare pesanti sanzioni.

Valori e dignità
La transizione verso il nuovo modello gestionale richiede una forte sinergia tra i vertici regionali e le singole realtà sportive locali. Il presidente del Csen, Antonio Caira, ha espresso il pieno supporto della struttura calcando la mano sul valore etico di questi adempimenti istituzionali.
Secondo il rappresentante dei comitati regionali, elementi come la tutela dei minori e la sicurezza non sono semplici passaggi burocratici, ma costituiscono le colonne portanti per garantire la dignità dei lavoratori e degli atleti, offrendo una formazione costante come strumento principale per far crescere l’intero movimento.
Una figura terza
La declinazione pratica delle tutele legali è stata approfondita dall’avvocato Valentina Macrì, recentemente nominata coordinatrice provinciale per il settore del garante per l’infanzia e l’adolescenza.
L’esperta ha illustrato le competenze necessarie per vigilare contro le violenze di genere e il bullismo, evidenziando la delicatezza del ruolo di controllo affidato ai sodalizi calcistici e sportivi.
“La linea tra abusato e abusante è sottile”, ha ammonito la professionista, specificando che il responsabile deve possedere una totale imparzialità per monitorare la corretta attuazione dei protocolli e garantire un ambiente sano.

Tecnologia e sociale
L’ultima parte del dibattito ha aperto una finestra sull’innovazione digitale e sul recupero dei ragazzi in condizioni di marginalità sociale.
Enrico Mazza, presidente del Centro Studi Dlm Digitalab Mia, ha presentato il progetto intitolato “Digitiamo: Piattaforma digitale, Ia e riscatto sociale”, finanziato direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’iniziativa, che vede il comitato catanzarese come partner attivo, si propone di educare i minori sui rischi della rete, coinvolgendo gli studenti dell’Istituto Istruzione Superiore Vittorio Emanuele II-Chimirri e i giovani del Centro di Giustizia Minorile.































