Rimborsi e auto blu, la Procura di Roma chiude l’indagine sul governatore Occhiuto

in Cronacaprovincia di Calabria
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La Procura di Roma ha chiuso le indagini nei confronti del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, nell’ambito dell’inchiesta sull’utilizzo dell’auto di servizio. Al centro del fascicolo c’è l’ipotesi di reato di truffa, contestata in relazione ai rimborsi percepiti dal governatore per le spese legate all’autovettura utilizzata per lo svolgimento delle sue funzioni istituzionali.

Lipotesi dell’accusa

Secondo l’accusa, Occhiuto avrebbe ricevuto rimborsi mensili per circa 3.800 euro nonostante disponesse già di un’altra vettura di servizio sostenuta economicamente dalla Regione Calabria.

Proprio il presunto doppio pagamento delle spese legate all’auto blu rappresenta il nodo principale dell’indagine, inizialmente seguita dalla Procura di Catanzaro e successivamente trasferita ai magistrati romani.

L’inchiesta ha riguardato anche la documentazione relativa alle vetture utilizzate dal presidente della Giunta regionale, compresa l’automobile che ha sostituito la precedente Land Rover in leasing, resa inutilizzabile dopo l’incidente stradale del gennaio 2024 sull’autostrada A2, nei pressi di Lamezia Terme.

Incidente sull’A2: coinvolta auto con a bordo Occhiuto ed il suo staff

La fattura del luglio 2025

A finire sotto la lente degli investigatori è stata, in particolare, una fattura liquidata nel luglio 2025 dal Dipartimento Economia e Finanze della Regione Calabria per il noleggio di un’Audi A6 45 TDI 3.0.

La questione posta dagli inquirenti riguarda la compatibilità tra il pagamento del noleggio dell’auto di servizio e il contributo economico già riconosciuto al presidente della Regione per le spese relative all’autovettura.

La difesa di Occhiuto ha però sostenuto la correttezza dell’operato, richiamando la normativa regionale in materia di indennità e servizi agli amministratori.

> Il tribunale di Roma

Il trasferimenro dell’inchiesta

Secondo il parere espresso dall’avvocatura regionale, infatti, il contributo destinato alle spese per l’esercizio dell’autovettura sarebbe compatibile con la possibilità di usufruire di un’auto di servizio gratuita per missioni e attività di rappresentanza istituzionale.

Il trasferimento dell’inchiesta alla Procura di Roma è stato motivato dalla competenza territoriale: secondo gli inquirenti, il presunto reato si sarebbe perfezionato nel momento dell’incasso dei rimborsi, avvenuto sul conto del presidente presso un istituto bancario romano.

La chiusura delle indagini costituisce il passaggio che precede una possibile richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura. Spetterà ora ai magistrati valutare gli eventuali sviluppi del procedimento.

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