La Calabria si posiziona al centro del dibattito medico nazionale, dimostrando una capacità di attrazione scientifica che punta a invertire i dati storici sulla migrazione sanitaria. Le statistiche dicono che le anomalie cranio-facciali congenite colpiscono circa il 3% dei neonati, con la labiopalatoschisi che registra da sola circa 600 nuovi casi ogni anno in Italia. Di fronte a questi numeri complessi, il territorio risponde trasformandosi in un polo d’eccellenza, capace di offrire risposte concrete in loco a pazienti in età pediatrica e adulta, riducendo i viaggi della speranza verso altre regioni.

L’appuntamento in ateneo
Il 25 e il 26 giugno l’Auditorium dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro ospiterà per la prima volta un evento scientifico di rilievo nazionale dedicato a dismorfismi e malformazioni cranio-facciali.
L’incontro, patrocinato dalla Società Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale, accenderà i riflettori sulla gestione integrata di queste patologie e sulla chirurgia ortognatica complessa.
Si confronteranno pediatri, anestesisti, odontoiatri e ortodontisti, poiché la complessità di tali problematiche richiede un approccio multidisciplinare per ottenere ottimi risultati funzionali ed estetici.
La ricerca e il futuro
I massimi esperti del settore analizzeranno i traguardi della ricerca, dallo studio genetico fino alla pianificazione virtuale in tre dimensioni.
Presidente della manifestazione è la professoressa Maria Giulia Cristofaro, docente di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’ateneo calabrese e direttore della Struttura Operativa Complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro.
L’obiettivo è tracciare nuove linee guida attraverso l’uso delle moderne biotecnologie, investendo sulla formazione dei giovani studenti e specializzandi per il futuro del sistema sanitario regionale.

Le parole della presidente
Il fulcro di questo appuntamento storico risiede nella volontà di coniugare il rigore clinico all’empatia umana. “L’Università Magna Graecia di Catanzaro e l’intera Calabria si confermano un territorio fertile per il dialogo scientifico – dichiara la professoressa Maria Giulia Cristofaro – capace di unire l’eccellenza della ricerca accademica a una sanità che mette la persona prima di ogni altra cosa”.
La specialista evidenzia come l’obiettivo sia dimostrare che la regione possiede le strutture necessarie per curare i pazienti in loco, abbattendo la mobilità passiva.




























