La Procura della Repubblica di Castrovillari ha concluso le indagini preliminari sul grave disastro ambientale avvenuto il 22 giugno 2023 a Scala Coeli e ha chiesto il rinvio a giudizio degli indagati. Al centro dell’inchiesta c’è la fuoriuscita di circa 15 mila metri cubi di percolato dalla discarica di rifiuti speciali non pericolosi in località Pipino, gestita dalla società Bieco Srl, che si riversò nel reticolo idrografico del fiume Nicà fino a raggiungere il Mar Ionio.

L’udienza preliminare
L’udienza preliminare davanti al Gup, è stata fissata per il 15 settembre prossimo. La Procura ha individuato come parti offese lo Stato, la Regione Calabria e i Comuni di Scala Coeli, Cariati e Crucoli.
Legambiente Nazionale, quella Calabria e il Circolo di Nicà, hanno espresso soddisfazione per la chiusura delle indagini, definendola un passaggio importante per l’accertamento delle responsabilità.
L’associazione seguirà il procedimento e si costituirà parte civile, chiedendo che venga applicato il principio secondo cui chi inquina deve rispondere dei danni causati.
Percolato nel fiume Nicà: indagati società, appaltatori e tecnici della discarica di Scala Coeli





























