Oltre tre milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza Messina ad un calabrese accusato una serie di truffe di cui sarebbero cadute vittime decine di risparmiatori residenti nei comuni del litorale tirrenico della provincia siciliana. All’uomo si contestano ora i reati di autoriciclaggio, truffa e esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

La galassia societaria
Le indagini avrebbero difatti ricostruito quella che viene definita come “una complessa galassia societaria” che si ritiene gestita dal principale indagato che – secondo gli inquirenti – l’avrebbe costituita per reinvestire i guadagni illeciti accumulati con i “raggiri” e nasconderne quindi la provenienza.
Non a caso le aziende di cui è risultato titolare, soprattutto con sede all’estero, corrisponderebbero solo a degli indirizzi di domiciliazione: non avrebbero difatti insegne, utenze né alcuna concreta struttura riconducibile all’ipotetica attività. Insomma sarebbero state usate solo come schermo.
Follow the money
L’operazione, chiamata in codice “Follow the Money”, è scattata dalle denunce presentate nel tempo da nove persone e ha portato a di completare la ricostruzione del contesto investigativo emerso in una precedente attività svolta dalla Guardia di Finanza su delega della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto.
Nel 2021, difatti, si era scoperta già una presunta associazione a delinquere accusata di abusivismo finanziario e della raccolta illecita del risparmio.
Allora furono tre le persone coinvolte che utilizzando figure note per la loro precedente attività di consulenza nei comprensori di Barcellona e Patti, avrebbero ingannato i risparmiatori, convincendoli della bontà delle operazioni finanziarie proposte, per gli investigatori “nella piena consapevolezza” che le vittime “non avrebbero mai ottenuto né la restituzione del capitale né la corresponsione degli interessi maturati”

I Freezing Certificates
Gli ulteriori approfondimenti ulteriori si sono focalizzati sulla individuazione di tutti gli attori considerati coinvolti nelle transazioni e sul tracciamento dei flussi finanziari tra gli investitori e i promotori delle operazioni di investimento, così da individuare l’attuale collocazione delle somme e i beneficiari ultimi delle stesse.
Grazie all’utilizzo dei più avanzati strumenti di cooperazione internazionale, si è così riusciti a individuare beni mobili, depositi bancari e 41 conti correnti (anche virtuali) attivi in undici Paesi (Bulgaria, Francia, Germania, Lituania, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania e Spagna), nei cui confronti sono stati inoltrati i cosiddetti “Freezing Certificates”, l’equivalente internazionale del provvedimento di sequestro emesso in Italia fino ad un importo di poco superiore, appunto, ai 3 milioni





























