Circa 5 mila persone hanno partecipato, questa mattina, allo sciopero generale della Cgil, iniziativa che ha coinvolto 100 città in tutta Italia, tra cui Crotone, unico appuntamento calabrese.






I giganti danzanti
Una cifra resa nota dagli stessi organizzatori non appena raggiunta la centralissima Piazza Pitagora, dopo un corteo partito dal piazzale dello stadio comunale, guidato da due giganti che danzavano a suon di tamburi.
Presenti tutte le sigle assieme a delegazioni dell’Arci, di Rifondazione Comunista, di Verdi-Sinistra, del gruppo Resistenza Giovanile Crotonese e del Comitato Cittadino Ospedale di Mesoraca.
Legge di bilancio ingiusta
Una manifestazione indetta per protestare contro una legge di bilancio definita “ingiusta”, e per chiedere un aumento dei salari e delle pensioni (oltre allo stop dell’innalzamento dell’età pensionabile), per contrastare la precarietà e dire un fermo no al riamo, e chiedere dunque finanziamenti per sanità ed istruzione ma anche vere politiche industriali e nel settore terziaro, oltre ad una riforma fiscale “equa e progressiva”.
E che, dal palco crotonese, ha riguardato aspetti più peculiari del territorio, definito a più riprese come “abbandonato” e “dimenticato“, ma sopratutto vittima di una narrazione irreale e fantasiosa.

Le stoccate a Matteo Salvini
Durante il discorso del segretario regionale Gianfranco Trotta, non sono mancate delle stoccate dirette al ministro Matteo Salvini, accusato di interessarsi della Calabria solo quando si parla del Ponte sullo Stretto e non per altre questioni, come l’alta velocità o la Statale 106, ma anche all’ex segretario della Cisl Luigi Sbarra, accusato apertamente di “raccontare favole” sulla Calabria per assecondare il governo.
La manifestazione è ancora in corso.

(in aggiornamento)
































