Strada chiusa per i disabili. La protesta di Erika in una lettera ai lametini
Riceviamo e pubblichiamo integralmente ed a seguire la lettera inviata da Mariagrazia che denuncia le difficoltà incontrate da una ragazza diversamente per assistere al concerto di Ron organizzato a Lamezia Terme nel corso del Demofest.
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“Caro/a concittadino/a,
le scrivo per informarla di una serata qualunque a Lamezia Terme vissuta da un gruppo di amici con disabilità e non, che decide per sua sfortuna di uscire di casa, solo che questa sera non è una serata qualunque ma un evento a carattere nazionale, come il Demofest, una manifestazione organizzata dal Comune di Lamezia Terme e dalla Show Net di Ruggero Pegna, uno degli appuntamenti estivi di maggior visibilità per la nostra città.
Ieri 23 luglio 2010 arrivati in zona concerto, con tanta allegria per aver avuto la fortuna di aver trovato un parcheggio riservato libero, ci dirigiamo verso il palco, e in attesa che “Ron“, l’ospite d’onore della manifestazione, faccia il suo spettacolo, ci dividiamo: alcuni di noi prendono qualcosa da bere mentre altri proseguono verso il palco.
Da li a poco riceviamo una telefonata dai nostri amici: “cercate di fare presto perché c’è un problema, dopo tutto questo cammino (all’incirca 1 km) c’è una macchina che blocca lo scivolo e la Polizia Municipale, qui presente, si rifiuta categoricamente di farla spostare. Per una ordinanza comunale, la n. 266 del 20/07/2010 la strada ci dicono che sia interdetta al transito pedonale“; a queste parole ci siamo diretti sul posto.
Una volta arrivati troviamo Erika, la nostra amica in carrozzina, impaurita e agitata perché degli estranei, quattro uomini della Polizia Municipale, l’avevano sollevata di peso per farla salire sul marciapiede. Data la situazione allarmante, chiediamo spiegazione agli agenti che, un po’ seccati e infastiditi, ci ribadiscono che la macchina parcheggiata sulle strisce pedonali davanti allo scivolo non poteva né essere multata né rimossa, per liberare l’unica via d’accesso al marciapiede che ci avrebbe permesso di raggiungere il palco, evitando di tornare indietro, per godere come tutti dello spettacolo. Come giustificazione ci sentiamo dire che c’è una ordinanza che riservava l’area, comprendente anche lo scivolo, come parcheggio per gli addetti ai lavori dello spettacolo che, in barba a tutte le leggi vigenti in materia di accessibilità, impedisce ad un cittadino di accedere al marciapiede, e che non si poteva fare nulla.
Specifico che le transenne che delimitavano la zona interdetta al traffico erano posizionate invece dopo lo scivolo.
Questo impedimento risultava però valido solo alle persone in carrozzina perché tutti gli altri passavano tranquillamente.
Ad un certo punto le mie orecchie hanno sentito parole che non avrei mai voluto sentire da nessuno e fa ancora più male quando a dirle sono persone che dovrebbero essere al servizio del cittadino, e che dovrebbero essere più attente e sensibili a determinati problemi e diritti. Ancora mi riecheggiano le parole: “Perché fate polemica, tornate domani e la macchina non ci sarà più“; e nella mente pensavamo : “peccato che il concerto è oggi!” ” Se la sua amica sta male dovrebbe provvedere“; e Erika continuava a tremare.
Trovato un muro d’incomprensione, la serata di festa si è conclusa nel peggior modo possibile: la nostra amica Erica ha preferito tornare a casa ed io mi ripetevo, incredula: “Se siamo sette amici ad uscire, due con stampelle, uno in carrozzina e tre normodotati tra virgolette, per vedere un concerto, tutti dobbiamo avere la possibilità di vederlo” , ma ieri non è stato così! È stata per noi una sconfitta, il concerto per noi significava molto, la nostra amica è venuta nella nostra città, da Arezzo, per fare un’esperienza fuori dalle mura domestiche e condividere con noi una breve vacanza e sicuramente, di questa serata, non avrà un bel ricordo. Abbiamo saputo dopo, che durante il sollevamento per raggiungere il marciapiede, le hanno fatto male ad un piede ma lei, vista la situazione, non ha avuto il coraggio di lamentarsi per l’accaduto, ha preferito rimanere zitta per evitare di peggiorare una situazione già spiacevole. Con rammarico nel cuore, tutto questo si sarebbe potuto evitare, con un po’ di buonsenso, facendo spostare la macchina, permettendo così alla nostra amica di muoversi in autonomia come suo diritto. Sembra banale dirlo, ma uno scivolo avrebbe fatto finire la nostra giornata in festa, invece tutti avevamo la sensazione che per noi persone con disabilità partecipare a un concerto in piazza a Lamezia Terme è ancora considerato un lusso.
Ieri siamo stati tutto fuorché orgogliosi di mostrare questa dura faccia della nostra città, ma con cui dobbiamo confrontarci e fare i conti. Il personale della Polizia Municipale non ci ha fatto il piacere di darci i loro nominativi, e a noi non è rimasto che prendere la targa del loro automezzo.
Sperando di avere dei chiarimenti a quanto accaduto e denunciato con questa lettera aperta, auguro che questi accadimenti non si ripetano in futuro.
La saluto cordialmente.
Lettera Firmata




























