Tropea. Riecco il LaboArt: la cura oltre i luoghi. Dieci anni di Teatro d’aMare.

in Tempo liberoprovincia di Vibo Valentia
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Una delle mete turistiche più note del Mediterraneo riscopre la sua anima profonda attraverso l’arte scenica contemporanea. Da dieci anni Tropea non è solo mare, ma il luogo in cui il teatro si fa presidio culturale permanente in un territorio spesso distante dai grandi circuiti artistici. Il festival Teatro d’aMare, diretto con passione da Maria Grazia Teramo e Francesco Carchidi, torna dal 4 al 12 luglio per porre al centro della riflessione comune una domanda radicale su cosa significhi oggi prendersi cura degli altri.

Il valore dell’inclusione

La scelta del tema centrale nasce da un cammino lungo dieci anni che coinvolge attivamente persone con neurodivergenze, fragilità sociali e storie di marginalità.

In questo contesto i partecipanti non sono considerati destinatari di un semplice assistenzialismo, ma diventano i veri protagonisti di processi creativi e relazionali.

All’interno del festival le gerarchie sociali tradizionali si modificano completamente e chi viene normalmente dimenticato ai margini assume una posizione centrale, donando alla comunità nuove visioni.

I primi appuntamenti

Le giornate del 4, 5 e 6 luglio si aprono al Castello di Caria con il laboratorio intitolato La danza come relazione sociale, un’importante attività della Scuola Elementare del Teatro. Il workshop guidato da Chiara Alborino e Monica Palomby inaugura un ricco percorso formativo.

Il 5 luglio a Palazzo Santa Chiara debutta lo spettacolo Tre di Annalisa Limardi in scena con la sorella Paola Limardi, un lavoro che affronta temi complessi come il diritto al lavoro e alla sessualità delle persone con disabilità.

Il programma si amplia

Il 6 luglio si riflette ancora sul legame tra disabilità e rappresentazione con la proiezione del documentario Il corpo dell’amore Patrizia l’ombra della madre.

Dal 7 luglio l’orizzonte si allarga con l’incontro curato da Katia Valente e con lo spettacolo Cuoro di Gioia Salvatori, una riflessione ironica sui modelli femminili.

Grande attesa anche per Amleto al buio di Roberto Latini con le musiche di Gianluca Misiti, una produzione della Compagnia Lombardi Tiezzi in replica fino all’8 luglio.

I linguaggi del corpo

Il 9 luglio la scena si anima con la musica di Glomarì e con gli spettacoli Caduta la neve di Alessandra Cristiani e Just Walking di Giacomo Losi, un cammino che unisce il corpo al territorio circostante.

Il festival, curato da LaboArt Tropea e dal Comune di Tropea con il sostegno di vari enti tra cui Aicem Calabria, si chiude il 10 luglio con il dibattito La cura del desiderio, mentre i workshop al Castello Galluppi proseguono fino al 12 luglio grazie ai fondi della Regione Calabria.

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