Le aule universitarie si trasformano in un centro nevralgico di resistenza civile e scientifica. L’Università della Calabria si prepara a ospitare, il 22 e 23 maggio, il laboratorio Maiic dedicato a Mafia, Impresa e Istituzioni. Questa iniziativa di approfondimento accademico e professionale punta i riflettori sulla gestione dei beni confiscati e sulla prevenzione delle infiltrazioni criminali. Il progetto nasce all’interno del dipartimento Discag con il laboratorio Lamaco, guidato da Renato Rolli, con l’intento di riunire magistrati, professori, professionisti e studiosi da tutta Italia.
Al via il confronto
Venerdì 22 la sala stampa dell’aula magna si popola per i saluti istituzionali del rettore Gianluigi Greco e del direttore del dipartimento Franco Rubino, affiancati da Alberto Criscuolo, Eustachio Ventura e Claudio De Luca.
Subito dopo si entra nel vivo con una sessione coordinata da Francesco Manganaro. Il tavolo accoglie la coordinatrice scientifica Maria Mazzuca, il procuratore di Cosenza Vincenzo Capomolla, insieme ai docenti Federica Miglietta e Sergio Perongini, al ricercatore Giuseppe Percoco e a Loredana Giannicola, uniti nel tracciare i confini di questa sfida sociale.
Il legame economico
Nel pomeriggio il focus si sposta sul delicato rapporto tra criminalità e tessuto produttivo. Coordinato dal giornalista Fabio Benincasa, il modulo affronta il destino delle imprese sequestrate e la complessa continuità aziendale.
Esperti come Andrea Manna, il colonnello della Dia Giuseppe Furciniti, Luca D’Amore e l’amministratore giudiziario Gennaro Brescia analizzano i rischi nei rapporti tra banche e imprese, ridisegnando il ruolo dei professionisti nella difesa dell’economia legale.
Le istituzioni vulnerabili
Sabato 23 maggio i lavori si spostano nella sala consiglio del dipartimento per esplorare il legame tra criminalità e apparato pubblico. Sotto la guida di Renato Rolli, si discute di scioglimento dei Consigli comunali, vulnerabilità amministrativa e interdittive antimafia.
Al dibattito partecipano giuristi come Fabrizio Tigano, Letterio Donato, Piera Vipiana, Francesco Cardarelli, Francesco Rota e Daniele D’Alessandro, insieme al dirigente della Polizia Francesco Faustino e all’avvocato Paolo Clarizia.
Una tavola rotonda finale con Daniela Iiriti, Vincenzo Bruno, Giuseppe Ciacco, Fabio Liparoti e Pietro Manna chiude due giorni intensi, offrendo a commercialisti, avvocati e studenti gli strumenti per promuovere la trasparenza e la rinascita dei territori.






























