Il Circolo Culturale “L’Agorà” continua la sua programmazione in remoto con un nuovo e importante appuntamento dedicato a un capitolo delicato della storia contemporanea calabrese: “I confinati a seguito della Rivolta di Reggio del 1970”. L’incontro, previsto per giovedì 27 novembre, si annuncia come un’occasione di approfondimento e testimonianza diretta sulla repressione seguita ai Moti di Reggio Calabria.
L’evento e i protagonisti
La conversazione vedrà la partecipazione di due figure chiave per l’analisi di questo periodo.
Il sindacalista Enzo Rogolino è un testimone diretto della Rivolta di Reggio. Le ricerche indicano che fu attivo sul fronte delle barricate già all’età di sedici anni, vivendo in prima persona il clima di quei mesi. La sua esperienza e la sua riflessione sui fatti del 1970 sono confluite nel saggio auto-edito intitolato “1970: boia chi molla… a sedici anni”. La sua testimonianza sarà cruciale per comprendere la dimensione popolare e giovanile della protesta, spesso travolta dalla successiva strumentalizzazione politica e dalla dura risposta repressiva dello Stato, che portò anche all’applicazione di misure come il confino.
Lo studioso locale Matteo Gatto Goldstein affiancherà Rogolino nell’analisi. Pur essendo noto nel campo dell’ingegneria (con una specializzazione in Ingegneria Civile sezione Trasporti), il suo contributo, in qualità di “studioso locale”, si concentrerà probabilmente sull’inquadramento storico-sociale e sulle “cifre” relative alla Rivolta e alle conseguenze del confino, offrendo un punto di vista più analitico e di ricerca sui fatti.
Il contesto del “Confino”
Come lei correttamente ricorda, il confino fu una misura di prevenzione repressiva storicamente legata al Regno d’Italia e poi ampiamente utilizzata dal fascismo per sedare il dissenso politico e sociale. Sebbene la sua applicazione fosse stata dichiarata incostituzionale dopo la nascita della Repubblica, una misura simile, il soggiorno obbligato, rimase in vigore (poi applicata ai reati di mafia).
L’utilizzo di misure di allontanamento e isolamento, come il confino o misure analoghe, a seguito di un evento di guerriglia urbana di tale portata come la Rivolta di Reggio, sottolinea l’eccezionalità e la gravità del conflitto tra la città e le istituzioni statali negli anni Settanta. L’incontro del Circolo Culturale “L’Agorà” si propone dunque di analizzare proprio come e quanto questa forma di repressione abbia colpito la società reggina e quali fossero le motivazioni e il profilo dei soggetti “confinati”.




























