Una parola di troppo, un’occhiata interpretata male ed è subito caos. Accade la notte del 3 luglio scorso, quando a Bagnara Calabra un ragazzo di appena 17 anni vede trasformarsi in incubo quella che avrebbe dovuto essere invece una tranquilla sera d’estate, divenendo vittima di una brutale aggressione sfociata nel sangue.

Da un’occhiata allo scontro
Tutto sarebbe iniziato dei una banalità: due suoi coetanei che avrebbero ritenuto un semplice sguardo come un’offesa personale. Da quel momento gli animi si sarebbero surriscaldano rapidamente, dando vita a ripetuti scontri verbali e fisici poi degenerati in una vera e propria rissa.
I passanti e i presenti hanno assistito a momenti di fortissima tensione, con i giovanissimi che continuavano ad affrontarsi a viso aperto senza alcun timore delle conseguenze.

L’agguato e il colpo di pistola
Quando la calma sembrava essere tornata e i gruppi coinvolti ormai allontanatisi, la violenza ha preso una piega ancora più drammatica. Secondo gli inquirenti, i due arrestati avrebbero raggiunto nuovamente la vittima nei pressi di un distributore automatico di bevande.
Qui la situazione sarebbe precipitata in pochi istanti: uno dei ragazzi lo avrebbe colpito ferocemente con un coltello, mentre l’altro avrebbe estratto una pistola sparandogli a bruciapelo alla testa, vicino all’orecchio.
Subito dopo la folle azione, si sarebbero dati alla fuga sparendo nel buio mentre Il ragazzo ferito era stato soccorso con urgenza e trasportato in ospedale, dove i medici lo avevano sottoposto a un delicato intervento chirurgico per salvarlo.

Le indagini e le manette
Le indagini, condotte dai Carabinieri sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, si sono avvalse delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e di diverse testimonianze.
Gli investigatori hanno inoltre scoperto che, un’ora prima dell’agguato, i due avrebbero minacciato con una pistola un dipendente di un locale della zona, per poi recuperare l’arma nascosta. Per i presunti responsabili si sono ora aperte le porte dell’Istituto Penale per i Minorenni di Catanzaro. Dovranno rispondere di tentato omicidio in concorso.






























